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NOTIZIE BORSA
Panico su tutte le Borse nonostante gli interventi di Fed e governi centrali 07-10-2008
Poco prima delle 16 italiane, che corrispondono alle 10 negli Stati Uniti, l’indice Dow Jones ha infranto la soglia psicologica dei 10mila punti: la prima volta dal l0 ottobre 2004. E da lì, in una spirale di vendite, la valanga ha travolto il mercato, che ha continuato a sprofondare fino a quota 9527, per risalire ai 9955: sui tabelloni sono rimasti numeri drammatici, meno 3,58% il Dow Jones, meno 4,34% il Nasdaq. Ma il crollo americano era annunciato da ore. Perché fin dal mattino si era innescata quella reazione a catena che, nei crolli, fa cadere tutte le Borse del mondo, una dopo l’altra, seguendo il ritmo dei fusi orari. Ha cominciato l’Asia, poi si è propagata all’Europa, infine ha chiuso Oltreatlantico. Per prime sono sprofondate Tokio (meno 4,25%), Hong Kong (meno 5%), ma anche Shanghai, Seul, la Borsa indonesiana (meno 10%). Nell’America Latina la Borsa di San Paolo, che ha subito cali superiori al 15%, ha sospeso le contrattazioni. Misura adottata, nelle ore successive, anche a Mosca.