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CROLLA FATTURATO IMPRESE, AD AGOSTO -11 PER CENTO
17-10-2008
Crolla il fatturato dell'industria che ad agosto segna un calo dell'11% annuo e del 3% mensile. Segno meno anche per gli ordinativi: sempre ad agosto, sono diminuiti del 5,2% su base annua e dello 0,3% su base mensile. Lo rende noto l'Istat. Nel confronto dei primi otto mesi del 2008 con lo stesso periodo dell'anno precedente il fatturato dell'industria ha registrato un incremento del 2,6%, quale sintesi di una crescita del 2,5% sul mercato interno e del 3,1% su quello estero. Nello stesso periodo si e' registrato un aumento tendenziale degli ordinativi del 2,2%, derivante da una variazione positiva del 4,2% per gli ordinativi provenienti dal mercato interno e da una diminuzione dell'1,5% per quelli provenienti dall'estero. Nel mese di agosto 2008 l'indice del fatturato e' cresciuto, rispetto allo stesso mese del 2007, del 14,9% per l'energia; si sono invece registrate diminuzioni tendenziali del 17,2% per i beni intermedi, del 15,7% per i beni strumentali e del 9,4% per i beni di consumo (-23,8% per quelli durevoli e -7,5% per quelli non durevoli). Gli indici destagionalizzati del fatturato segnalano, rispetto a luglio, variazioni negative del 4,7% per l'energia, del 4,5% per i beni intermedi, del 2,5% per i beni di consumo (-7,7% per quelli durevoli e -1,3% per quelli non durevoli) e dello 0,6% per i beni strumentali. In agosto, nel confronto con lo stesso mese del 2007, l'indice del fatturato ha segnato un'unica variazione positiva nel settore delle raffinerie di petrolio (+19%); le diminuzioni piu' significative sono state registrate nella produzione di mobili (-32,4%), nelle altre industrie manifatturiere (compresi i mobili) e nell'estrazione di minerali (-29,6%). Nel medesimo periodo, l'indice degli ordinativi ha segnato un incremento nella produzione di apparecchi elettrici e di precisione (+54,1%); le variazioni negative piu' marcate hanno riguardato la produzione di mobili (-39,1%), l'industria del legno e prodotti in legno (esclusi i mobili) (-29,3%) e le industrie tessili e dell'abbigliamento (-20,8%). Fonte: [Agi]
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