Il dato emerge dalla tradizionale indagine condotta da Ipsos per l'Acri in occasione della Giornata mondiale del risparmio in agenda domani. Quasi un italiano su 10, per arrivare alla fine del mese, deve ricorrere a prestiti.
A incontrare le maggiori difficolta' le famiglie del Centro e del Sud e quelle di operai e pensionati. Un po' meno di un sesto della popolazione (il 14%) prevede, nei prossimi dodici mesi, una diminuzione della propria capacita' di risparmio: questa categoria e' particolarmente rappresentata nel Nord Est e fra i lavoratori dipendenti e gli insegnanti. Un quinto (21%) "galleggia" in una situazione di equilibrio precario. Circa un quarto ha invece risparmiato nell'ultimo anno e pensa che risparmiera' in egual misura o di piu' nel prossimo. Nonostante i dati del rapporto sembrino indicare il contrario, la propensione al risparmio registrata nel Belpaese rimane molto elevata.
L'87% degli italiani vorrebbe infatti mettere qualcosa da parte: il 42% non vive tranquillo senza risparmi, mentre il 45% vorrebbe risparmiare ma senza eccessive rinunce. Solamente uno su 10 preferisce spendere tutto e godersi la vita. Dal 2001 a oggi sono triplicati gli italiani che ricorrono a prestiti e dal 2004 sono piu' che raddoppiati.
Nonostante cio', molti vivono il prestito con timore: per la maggior parte, infatti, anche forme leggere di prestito, quali il credito al consumo e le carte revolving, sono strumenti da "maneggiare con cura" in quanto potenzialmente pericolosi.
Il 64% degli italiani ritiene il credito al consumo piu' un rischio che un opportunita' e ancor piu' forte e' la diffidenza verso le carte revolving: per il 75% e' un rischio e per il 25% un'opportunita'. Solo il 15% degli italiani dichiara di possederne una, ma di questi poco piu' della meta' (8% degli italiani) dichiara di usarla. Fonte: [Agi]