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Via libera Camera a Dl salva-banche, reazione mista in Borsa
25-11-2008
Via libera della Camera al decreto legge salva-banche, nato dall'unificazione dei due provvedimenti varati dal Governo a pochi giorni di distanza nello scorso ottobre. Il decreto, che scade l'8 dicembre, passa ora al Senato che ha dieci giorni di tempo per convertirlo in legge.
A favore del provvedimento, oltre ai gruppi di maggioranza, ha votato anche l'Udc. I decreti salva-banche sono stati varati per garantire la solidità del sistema creditizio di fronte al divampare della crisi dei mercati finanziari e assicurare ai risparmiatori la solvibilità dei loro conti correnti.
Il ministero dell'Economia potrà sottoscrivere o garantire aumenti di capitale deliberati da banche italiane la cui situazione patrimoniale, dopo verifica della Banca d'Italia, risulti deficitaria. Il Tesoro potrà inoltre dare la garanzia dello Stato, a condizioni di mercato, sulle passività delle banche. Possibili anche swap fra titoli di Stato e strumenti finanziari detenuti dalle banche.
Il decreto è rimasto diverso tempo in stand by in Commissione in attesa delle decisioni del Governo, che sembrava fosse intenzionato a inserire in questo provvedimento le ulteriori misure per le banche stesse e per economia e famiglie, poi destinate a nel nuovo decreto legge anti-crisi di prossima approvazione
Fra le principali novità introdotte nell'esame alla Camera, l'estensione delle misure ai gruppi bancari, lo sblocco dei conti dormienti, destinati a finanziare la social card, e l'esclusione dei diritti di voto per le azioni delle banche eventualmente acquisite dal Tesoro. La validità delle misure è limitata al 2009 e il Tesoro avrà due mesi anzichè uno per emanare i decreti attuativi.
Il via libera della Camera al Dl salva-banche è stato accolto in Borsa dai titoli bancari con una reazione mista: Intesa Sanpaolo, Mps, Ubi Banca e Unicredit continuano a perdere terreno, in media un punto percentuale di perdita. Invece il Banco Popolare sale dell'1,21% a 7,06 euro, in compagnia della Pop Milano (+0,19%).
L'intervento del Governo americano per salvare Citigroup ha favorito non soltanto un violento rimbalzo della quotazione delle azioni della banca, ma anche forti rialzi di tutti i mercati azionari mondiali. Tuttavia, "il salvataggio di Citigroup, effettuato utilizzando denaro pubblico, sta provocando molte discussioni negli Stati Uniti", osservano gli analisti di Centrosim. Fonte: [Milano Finanza]
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