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Unioncamere, salari: 10 mln di lavoratori sotto 23mila euro
04-12-2008
Nonostante la crisi, le imprese italiane continuano ad assumere e a cercare sempre più laureati e diplomati, con preferenza per le specializzazioni tecniche e per candidati con esperienza lavorativa alle spalle. Ma a questa richiesta di maggiore qualità, corrispondono retribuzioni adeguate? Unioncamere, che da anni studia la domanda di lavoro delle imprese e i loro fabbisogni professionali, ha provato ad analizzare più a fondo - insieme a OD&M Consulting, società specializzata in indagini nell'ambito dei sistemi incentivanti e delle politiche retributive, e con il contributo di GI Group, primario gruppo italiano nei servizi per il mercato del lavoro - anche l'andamento delle retribuzioni offerte dalle imprese per livelli professionali, generi, settori di attività, territorio. Il risultato è il primo Rapporto su "Domanda di lavoro e retribuzioni nelle imprese italiane", presentato oggi a Roma nel corso di un convegno. Secondo i dati raccolti da OD&M Consulting, dal rapporto emerge che nel corso del 2007 la retribuzione lorda dei lavoratori italiani - includendo straordinari, premi di produttività e ogni altro elemento variabile della retribuzione - ha raggiunto in media 26.500 euro, oscillando tra i 21.200 euro percepiti in media da chi svolge una professione non qualificata e i 92.200 euro delle professioni dirigenziali, con un differenziale di 4,3 volte tra i due estremi. Se però si guarda alle retribuzioni degli ultimi cinque grandi gruppi professionali emerge il ritratto di un'Italia in cui le differenze retributive della maggior parte dei dipendenti sono molto contenute, per non dire "piatte". Quasi 10 milioni di lavoratori percepiscono infatti una retribuzione media compresa tra i 21.200 e i 22.800 euro (rispettivamente il 20 e il 14% in meno rispetto alla media generale), con uno scarto assoluto tra la retribuzione più bassa e quella più elevata che non supera i 1.800 euro lordi. Differenze significative cominciano a manifestarsi tra le professioni tecniche (28.800 euro lordi in media) e quelle intellettuali, scientifiche e ad alta specializzazione (40.500 euro, in pratica 1,4 volte in più), mentre il salto decisivo si ha nel passaggio alle professioni dirigenziali (92.200 euro lordi in media, ben oltre il doppio del gruppo precedente). Fonte: [La Stampa]
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