Un accordo di massima sul salvataggio dell'auto americana ha preso forma ieri notte. L'intesa, negoziata tra i leader democratici del Congresso, l'amministrazione entrante di Barack Obama e il presidente repubblicano uscente George W. Bush, metterebbe in campo 15 miliardi di dollari di prestiti da erogare immediatamente soprattutto a General Motors e Chrysler, che si trovano in condizioni più allarmanti della Ford. Stando ad una bozza fatta filtrare ieri notte i prestiti concessi per una durata di sette anni, avranno un interesse del 5% nel primo quinquennio e poi del 9% e dovrebbero consentire ai gruppi di sopravvivere almeno fino a marzo. In cambio il governo riceverebbe una partecipazione, sotto forma di equity warrant, nelle imprese pari al 20% del valore degli aiuti. E affiderebbe la supervisione del salvataggio ad uno «Zar dell'auto». La Casa Bianca ha mostrato ottimismo nel corso del pomeriggio: «Un accordo è molto probabile», ha detto la portavoce Dana Perino. E ha aggiunto che «i principi di base» sono stati concordati. «L'intesa sarà presto pronta», le ha fatto eco il deputato Barney Frank, presidente della Commissione Servizi finanziari della Camera e tra i leader democratici più impegnati nella maratona delle trattative. Wall Street ha aspettato con ansia: la speranza di rapidi passaggi di soccorsi multimiliardari ha spinto il titolo di Gm in rialzo del 18% e quello di Ford del 23 per cento. Anche se le incertezze non sono del tutto svanite: in tarda serata, quando il Congresso ha inviato un testo all'esame finale della Casa Bianca, sono affiorate ancora riserve sui dettagli e sul linguaggio del compromesso che potrebbero prolungare i lavori. E il test del voto in Parlamento, dove in passato aveva già faticato a passare il piano di salvataggio delle banche, rimane ancora da superare. In presenza di una finalizzazione dell'accordo nella nottata, il primo esame in aula degli aiuti è atteso fin da oggi. I capitoli dell'intesa, nelle ultime ore, sono stati discussi a Washington a ritmo frenetico e con continue evoluzioni. I 15 miliardi per Detroit verrebbero prelevati da un programma da 25 miliardi inizialmente studiato dal Dipartimento dell'Energia per stimolare lo sviluppo di veicoli più efficienti. Il governo riceverebbe, da parte sua, diritti a quote azionarie nelle tre società. Anche il sindacato United Auto Workers ha però chiesto ieri una partecipazione nella General Motors e un seggio nel consiglio di amministrazione dell'azienda quale prezzo di concessioni contrattuali. La scorsa settimana la Uaw aveva accettato, nel corso di un vertice sindacale d'emergenza, la prospettiva di nuovi tagli a posti di lavoro e benefit. Fonte: [Il Sole 24 Ore]