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NOTIZIE FINANZIAMENTI
Eni, Frattini: nessun problema politico su capitali libici
09-12-2008
L'intenzione della Libia di acquistare una partecipazione fino al 10% in Eni non rappresenta alcun problema politico posto che si tratti di investimento finanziario.

Lo ha ribadito il ministro degli Esteri Franco Frattini, parlando ai giornalisti a margine di un incontro alla Farnesina.

"Non vedo problemi politici. Le condizioni per l'accesso a un investimento finanziario sono quelle stabilite dal codice di Santiago del Cile, che prevede la trasparenza in tale tipo di investimenti", ha risposto Frattini a chi chiedeva se vede problemi di natura politica a un ingresso dei libici in Eni fino a 10%.

"Soprattutto il passo fatto dai libici di un avvertimento preventivo dimostra questa volontà, di un'azione non di accesso al controllo della società ma di un investimento finanziario", ha aggiunto il ministro.

La Libia ha manifestato interesse al governo di acquisire sul mercato una quota in Eni. Il governo, che tramite il Tesoro controlla 30% di Eni, ha accolto questa manifestazione di interesse e l'ambasciatore libico a Roma, Hafed Gaddur, nel fine settimana ha parlato su giornali italiani di un possibile investimento iniziale attorno al 5% per arrivare gradualmente al 10% del gruppo petrolifero.

Il capo della Libya National Oil Corporation, Shokri Ghanem, ha detto a Reuters ieri, parlando da Londra, che i titoli e i bond Eni sono all'esame della società per eventuali investimenti e che i soldi sono già pronti.

La reazione del mercato a questa notizia è stata positiva con rialzi nelle quotazioni del titolo, dato che gli analisti vedono l'ingresso della Libia a sostegno dei piani di sviluppo del gruppo petrolifero italiano.

Sul fronte politico, la Lega Nord, uno degli alleati forti della coalizione di governo, tramite il suo capogruppo alla Camera Roberto Cota, ha ribadito la sua posizione senza sconti sul fronte anti-immigrazione.

"La Libia vuole entrare nell'Eni? Noi vogliamo che attui l'accordo con il nostro paese per il contrasto all'immigrazione clandestina".
Fonte: [Reuters]



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