Le voci su una nazionalizzazione circolavano già la scorsa settimana sia per Citigroup che per Bank of America, entrambe già ricapitalizzate nei mesi scorsi per circa 45 miliardi di dollari ciascuna.
La scorsa settimana le azioni di Citigroup hanno accusato un tonfo del 41% e quelle di Bank of America del 31%. Wall Street Journal ha interpellato il portavoce di Bank of America, che ha dichiarato che l’istituto di Charlotte non ha intavolato discussioni per un eventuale ingresso nel capitale da parte del governo. «Non vediamo alcuna ragione per tale operazione», ha detto il portavoce di bank of america al quotidiano.
Secondo l’autorevole quotidiano lo stato potrebbe trasformare gran parte delle azioni "preferred", senza diritto di voto, in azioni ordinarie. Tale prospettiva era già circolata in Borsa nei giorni scorsi e aveva fatto precipitare le quotazioni. Wall Street Journal ha precisato che al momento le discussioni stanno avvenendo tra i responsabili della Fed e le altre autorità di regolamentazione. In un secondo momento il progetto sarà poi presentato all’amministrazione del presidente Barack Obama.