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NOTIZIE ECONOMICHE
Moody's declassa Fiat e il titolo perde il 5,59 per cento 24-02-2009
Altra giornata difficile per la Fiat in Borsa, dopo quella di martedì scorso, quando le voci su un aumento di capitale, subito smentito dal gruppo, avevano fatto precipitare il titolo del Lingotto al listino di Piazza Affari. Ieri a far danni è stato il taglio del rating di Moody’s sul debito a lungo termine da Baa3 a Ba1 e quello sul breve da Prime-3 a Not Prime, con l’aggiunta di un outlook negativo. La Borsa, già provata dal cattivo andamento delle quattroruote in Europa (Dj Stoxx auto a -4,9%) ha reagito male e Fiat ha perso il 5,59%, scendendo ad un prezzo di 3,54 euro con scambi pari al 3% del capitale. C’è da dire che sulle piazze di Parigi e Francoforte Renault e Porsche hanno perso il 10%, pur senza interventi al ribasso sui loro giudizi.
Nella valutazione di Moody’s il rating di Fiat scende nel girone dei «junk bond», i cosiddetti «titoli spazzatura». Ma perchè questo declassamento? «Il taglio - spiega Falk Frey, capo analista per il comparto europeo dell’auto - riflette il cash flow negativo nell’esercizio 2008, che ha portato ad un peggioramento sensibile nella flessibilità finanziaria, con un aggravarsi del debito da 5,9 a 6,3 miliardi di euro». Secondo Moody’s, lo scenario di mercato rimarrà difficile, con un significativo calo dei volumi e limitate prospettive per una decisa ripresa nel 2010. Quindi, nelle previsioni dell’agenzia di rating, la redditività operativa e la generazione di cassa rimarranno molto deboli a medio termine, con la conseguenza che il tempo necessario a risalire dalla categoria «junk» al livello di «investment grade» non sarà breve. «Il rating Ba1 - avverte Moody’s - continua a riflettere il forte recupero finanziario degli ultimi anni, un solido profilo industriale, con una buona offerta di prodotti e solide posizioni di mercato in diverse aree geografiche ». L’outlook negativo, invece «riflette la pesante dipendenza di Fiat nei confronti del sostegno continuativo delle banche e tiene conto delle previsioni di un deciso peggioramento nei suoi mercati chiave ».