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MERCATO IMMOBILIARE
Il Rapporto sul Mercato Immobiliare di Nomisma: compravendite giu' del 15,1 per cento21-03-2009
Calo della domanda determinato soprattutto dalla minore erogazione dei mutui Case, prezzi scendono del 2,2%. "Per il 2009 calo di oltre l'8%" Nel 2010 potrebbe esserci una ripresa, ma solo se le banche ricominceranno a finanziare le famiglie con reddito medio-basso
Nel 2008 i prezzi delle case sono scesi tra il 2,2 e il 2,4%: si tratta della prima variazione negativa annua registrata dal 1998. Ma nel 2009 potrebbe andare molto peggio: le quotazioni delle abitazioni potrebbero perdere fino all'8,5%. La previsione è di Nomisma, che oggi a Bologna ha presentato il primo Rapporto sul Mercato Immobiliare 2009. Una riduzione dei prezzi era ampiamente attesa già dal 2007, era stata preannunciata dalla progressiva riduzione delle compravendite (-15,1% nel 2008), ma il colpo di grazia al mercato immobiliare è stato dato dalla crisi, che ha portato alla contrazione del credito e di fatto all'esclusione dal mercato delle fasce di reddito medio-basso.
In calo gli acquisti finanziati dai mutui. Le compravendite finanziate da un mutuo nel 2008 sono risultate infatti 271.175, in calo di 100.000 rispetto all'anno precedente (-26,8%). Pertanto le compravendite effettuate con un mutuo rappresentano il 42,7% del totale: solo un anno prima, rappresentavano la metà del mercato (49,4%).
"Il mercato ripartirà solo con il credito". E quindi, spiega Nomisma, la contrazione del mercato che dall'ultimo trimestre 2008 ha toccato cifre da record è da attribuirsi soprattutto alla minore erogazione dei mutui. Un fenomeno che colpisce soprattutto le famiglie con un reddito medio-basso, sottolinea l'analista di Nomisma Luca Dondi: "Quella attuale, e soprattutto quella prevista per il 2009, è la flessione più forte del mercato immobiliare degli ultimi vent'anni, fatto salvo il calo del 1992. Ma in questo caso a soffrirne sono soprattutto le fasce medio-basse della popolazione. Per il 2010 prevediamo, forse sarebbe meglio dire ci auguriamo che ci sia una ripresa, ma per renderla possibile occorre che la ricapitalizzazione delle banche non si fermi al risanamento dei loro bilanci. Deve riprendere l'erogazione della liquidità, altrimenti molte famiglie rimarranno tagliate fuori dal mercato".