soldi-online.com - La guida online al mondo dei soldi, della finanza e del credito
NOTIZIE BORSA
Dopo il rally di primavera Piazza Affari tira un po' il freno 25-03-2009
Giornata due facce ieri a Piazza Affari per il settore bancario. La mattina, infatti, è stata caratterizzata nuovamente dagli ordini di acquisto generalizzati, anche grazie alla spinta residuale, che è andata via via esaurendosi, arrivata dal piano «salva-banche» presentato il giorno prima dal segretario al Tesoro Usa, Timothy Geithner. Nel pomeriggio, invece, alcuni titoli del settore hanno innestato la retromarcia, penalizzati dalle prese di profitto, mentre in pochi sono riusciti a tagliare il traguardo della seduta con un deciso segno positivo. Tra questi ha spiccato la performance di Banco Popolare, che, dopo il progresso del 5,75% della vigilia, ha terminato con un balzo a due cifre (+13,6% a 2,98 euro). Il gruppo guidato dall'ad Pier Francesco Saviotti, così come Ubi banca (+1,07%), comunica oggi i risultati finanziari del 2008 e l’eventuale dividendo, prima dell'apertura della Borsa. Le previsioni di Bloomberg sono di un utile netto di 287,7 milioni e una cedola di 0,067 euro, sebbene indiscrezioni di ieri ipotizzassero un annullamento del dividendo anche per Banco Popolare, così come già deciso la settimana scorsa da Intesa SanPaolo. Un operatore spiega il balzo del titolo di ieri anche con la constatazione che «nei giorni di intense vendite sulle banche, era stato penalizzato più della media del settore per via del nodo Italease; ma ora il management dell’istituto ha chiuso la questione con il lancio dell’Opa e il mercato sembra ottimista». Gli esperti di Borsa in ogni caso continuano a sottolineare che il recente rimbalzo del comparto bancario è legato al fatto che molte azioni negli ultimi tempi hanno raggiunto livelli che non si vedevano da molti anni a questa parte, se non addirittura i minimi storici. È proprio quest’ultimo il caso di Banco Popolare, che ha toccato il minimo di sempre il 9 marzo scorso, scivolando per la prima volta sotto quota 2 euro per azione.