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NOTIZIE ECONOMICHE
Crolla la sterlina, giu' il reddito. Londra piu' povera dell'Italia 27-03-2009
L'Italia può celebrare un nuovo sorpasso, una delle nostre passioni nazionali sin dai tempi dell'omonimo film con Vittorio Gassman nella parte di uno spericolato automobilista. Soltanto che in questo caso ci ritroviamo in testa solo perché chi stava davanti a noi ha, metaforicamente parlando, forato una gomma. E non è neanche detto che la "foratura" si riveli per noi un vantaggio concreto. Ma tant'è: pur sempre di sorpasso si tratta, e nei confronti di un "avversario" con cui duelliamo da un pezzo. Abbiamo superato, infatti, la Gran Bretagna: nella graduatoria del reddito medio pro-capite, in questi giorni l'Italia si ritrova a quota 35.390 euro, mentre il Regno Unito è scivolato a 32.890.
Lo annuncia un arbitro di indiscussa autorevolezza: l'Economist, settimanale britannico, mai tenero nei nostri confronti, avendoci definito già un decennio fa il "malato d'Europa", e ancor meno tenero nei confronti del nostro presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, considerato "indegno" di governare a causa del conflitto d'interessi.
Siamo passati in testa, in realtà, per modo di dire: per la precisione, siamo in undicesima posizione - dalla dodicesima che occupavamo un paio d'anni fa - tra i quindici paesi dell'Unione Europea pre-allargamento. E siccome nello stesso periodo, 2007-2009, la Gran Bretagna è retrocessa dal settimo al dodicesimo posto, tecnicamente l'abbiamo superata. "Due anni fa il pil pro-capite della Gran Bretagna era più grande del 27 per cento rispetto a quello italiano", scrive l'Economist a proposito della graduatoria, compilata dall'Economist Intelligence Unit, "ma il crollo della sterlina contro l'euro, in calo del 29 per cento dai picchi segnati a gennaio 2007, ha cambiato la situazione".