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MERCATI FINANZIARI
Gm, bancarotta piu' vicina Obbligazionisti in rivolta 14-04-2009
Il Tesoro americano starebbe tentando di spingere il colosso dell’auto General Motors verso una rapida e «chirurgica» bancarotta. È quanto emerge da un articolo apparso sul New York Times. I membri della task force per il settore automobilistico sono tuttora in contatto con il management della casa di Detroit e con i consulenti del gruppo. Si tratta di una fase preparatoria al processo di amministrazione controllata nel caso in cui, entro il primo giugno, l’azienda non fosse ancora riuscita a raggiungere un accordo con gli obbligazionisti e i sindacati dei lavoratori. Lo schema sarebbe simile a quello sperimentato in Italia con Alitalia. Anche se si presenterebbe consistente, nel caso di Gm, lo sforzo pubblico nella nuova società, con un finanziamento statale tra i 5 e i 7 miliardi di dollari. Le attività a rischio e meno appetibili resterebbero all’interno della vecchia compagnia, che sarebbe liquidata nel corso di qualche anno. Gli esperti del Tesoro stanno esaminando la possibilità per la «buona Gm» di entrare e uscire dalla bancarotta protetta nell’arco di due settimane. Il resto di Gm potrebbe invece aver bisogno di 70 miliardi di risorse governative per liquidare le fabbriche e chiudere parte del contenzioso. Al momento il gruppo è in trattative con i detentori di bond societari per la conversione di debito in azioni, un’operazione dal valore complessivo pari a 28 miliardi di dollari.