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Mutui, spuntano la garanzia statale e il 'tasso zero'
14-04-2009
Si ricomincia dalle banche. La ricostruzione riparte da qui, dai mutui e dal credito alle imprese. Il punto è come il Governo e gli istituti creditizi interverranno sui mutui in essere di case distrutte: si continueranno a pagare, come e con che tassi? E se invece sono necessarie opere di ristrutturazione, sarà possibile allargare il mutuo e a quali condizioni? Lo stesso vale per le attività commerciali e professionali che magari hanno degli scoperti o avranno la necessità di nuovi finanziamenti per riportare l'attività –ora in totale black out – a pieno regime. Il fatto è che all'Aquila – e in tutta la provincia – era già crisi nera prima del terremoto. E ora il rischio di un abbandono della città e di una desertificazione economica è più che concreto. È così che in questi giorni il mondo imprenditoriale ragiona su una terapia d'urto.A esporsi è il vicepresidente dell'Ance locale, Ettore Baratelli: «Serve riportare le persone a casa, riaprire gli esercizi commerciali, le imprese, le scuole. Per questo crediamo che le soluzioni più semplici siano quelle di vendite agevolate di nuove case, mutui a tasso zero, agevolazioni fiscali». L'ipotesi mutuo a tasso zero è quella che viene considerata più estrema dal mondo bancario locale che resta in attesa delle scelte del Governo. «Per le scelte è ancora presto. Aspettiamo le decisioni del Governo per capire quale sarà il perimetro degli aiuti pubblici prima di disegnare la strategia creditizia locale», ci racconta Rinaldo Tordera della Carispaq, l'istituto che ha il 40% di fetta di mercato nella provincia aquilana. Anche la casa di Tordera – su cui tra l'altro paga un mutuo – è inagibile come pure il suo ufficio ma la sua banca-dati è salva e da questa ricava i numeri del problema. «Il nostro monte mutui è di 500 milioni, un terzo del bilancio, e di questi circa la metà riguardano case coinvolte dal terremoto». Insomma, l'entità dell'esposizione si pone come priorità soprattutto perché è destinata a crescere visto che le banche dovranno partecipare alla ricostruzione. Gli interrogativi trovano, in parte, una risposta dal passato. Dai precedenti terremoti, come quello dell'Umbria, dove le banche si misero in moto in varie direzioni. «Primo: ci fu la sospensione dei pagamenti delle rate per un paio d'anni. Queste furono spostate alla scadenza del mutuo a zero interessi. Secondo: in attesa dei soldi pubblici per la ricostruzione, offrimmo finanziamenti anticipati a tasso zero per ristrutturare le case. Stesso discorso per tutte le attività autonome », ricorda Giovanni Antonini, presidente della Banca popolare di Spoleto. Ma nel carnet delle misure c'è quella di una garanzia statale sui mutui sulla scia di quanto deciso nel momento della crisi finanziaria sui conti correnti. E c'è in ballo il tema della rinegoziazione dei tassi. «Noi la sospensione dei pagamenti delle rate per un anno l'abbiamo già presa. Così come abbiamo garantito il pagamento di tutti gli stipendi e il blocco degli addebiti», ci spiega Tordera che vuole a tutti costi ripetere «la città va ricostruita non abbandonata ». Intanto oggi all'Aquila arriva Giuseppe Zadra, il direttore generale dell'Abi,che illustrerà le misure prese dagli istituti di credito. Fonte: [Demaniore.com]
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