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Chrysler-sindacati c'e' il primo accordo
26-04-2009
Chrysler sigla l’accordo con i sindacati canadesi e incassa il primo dei tre via libera necessari per l’alleanza con Fiat. La notizia giunge nella notte tra venerdì e sabato e rilancia l’ipotesi di una ristrutturazione del colosso di Auburn Hills, almeno nelle sue unità canadesi, fuori dalle aule di tribunale ovvero senza ricorrere alla procedura di bancarotta. «La ritengo una vittoria considerando le alternative a cui andavamo incontro», spiega il presidente del sindacato Ken Lewenza. Il rischio, in caso di bancarotta, era la liquidazione dei tre stabilimenti canadesi e il conseguente licenziamento di molti dei suoi 8 mila dipendenti. Al termine di una maratona negoziale di cinque giorni, il Caw ha ceduto alle richieste dell’azienda che chiedeva un abbattimento dei salari da 76 a 57 dollari canadesi, pari ai livelli retributivi dei dipendenti delle azienda giapponesi che operano in Nord America.
L’intesa prevede, secondo fonti informate, una riduzione di 19 dollari dei «benefici attivi», ovvero una serie di indennizzi contributivi - come i premi natalizi - che incidono per 31,32 dollari sul salario. Questo consentirà a Caw di risparmiare 240 milioni di dollari canadesi ogni anno (pari a 197 miloni di dollari Usa) e di agevolare il progetto di alleanza con Fiat, grazie al quale la società potrebbe incassare i 2,9 miliardi dollari che autorità federali e governo dell’Ontario sono disposti a stanziare, come ha ribadito il ministro delle Finanze canadese, Jim Flaherty. Tuttavia l’accordo da solo non garantisce la ristrutturazione fuori dai tribunali dell’intero gruppo ma «gli impianti canadesi sopravviveranno nel caso in cui sarà inevitabile il Chapter 11, - dice Lewenza - lavoreremo con Fiat e vogliamo che l’accordo vada in porto». Per la nascita dell’asse Detroit-Torino, che vedrebbe il Lingotto entrare nel capitale Chrysler con una quota iniziale del 20% in cambio di tecnologie e know-how, devono essere superati altri due scogli, l’accordo con il sindacato americano United Auto Workers e quello con le banche. Nel corso delle consultazioni, seguite da Sergio Marchionne per la quarta volta negli Usa in meno di un mese, è emersa una nuova proposta del Tesoro. Fonte: [La Stampa]
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