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MERCATO AUTOMOBILISTICO
Ora la partita Fiat-Opel si sposta in Usa
06-05-2009
New York, Washington, Detroit. Sono queste le tappe principali del nuovo viaggio in Usa di Sergio Marchionne, che dopo il breve soggiorno berlinese di lunedì è subito ripartito alla volta degli Usa. Marchionne farà un «giro» degli impianti di Chrysler per prendere un primo contatto con la realtà produttiva della casa di Detroit e seguirà l’evoluzione della procedura del Chapter 11 al tribunale di New York. Ma nell’agenda ci sarà ampio spazio anche per la vicenda tedesca. L’ennesimo viaggio, il quinto in poco più di un mese, sarà l’occasione per Marchionne per illustrare il suo progetto per Opel anche all’azionista della casa tedesca, General Motors, che entro la fine del mese dovrà presentare all’amministrazione Obama la versione definitiva del suo piano di ristrutturazione. Marchionne dovrebbe anche far presente - tanto al governo quanto a Gm - l’interesse del gruppo italiano anche per le attività in America latina.

Sulla vicenda Opel resta alta l’attenzione in Germania. Klaus Franz, il rappresentante di Ig Metall nel consiglio di sorveglianza della Opel, ha detto che Marchionne avrebbe riferito di prevedere la chiusura dell’impianto tedesco di Kaiserslautern e di altri siti produttivi di Fiat/Opel in Gran Bretagna e in Italia, con tagli per 10 mila posti di lavoro. Da parte sua, nel corso di un’intervista alla Bild, Marchionne ha assicurato che il piano prevede il mantenimento di tutti e quattro gli impianti tedeschi della Opel, spiegando che solo uno - Kaiserslautern - potrebbe subire tagli. Analogo «progetto» quello svelato dalla Faz, che cita un documento elaborato da Fiat - e subito smentito dal Lingotto - con la previsione di chiudere tra l’altro anche Termini Imerese e Pomigliano. La reazione più dura è stata però quella del Ft Deutschland, che ha definito l’offerta italiana «una truffa con promessa di matrimonio».

Intanto, il gruppo austro-canadese Magna entra ufficialmente nella gara, confermando di puntare al 20% del capitale Opel insieme con alcuni alleati. A mostrarsi fiducioso nel successo di Fiat è Silvio Berlusconi. Alla domanda se il Lingotto riuscira a conquistare Opel, il premier ha risposto: «Credo di sì, credo che tutti guardino a questo con interesse, e credo che questa operazione per gli italiani sia un sogno». Sul versante Chrysler, il sindacato Uaw ha chiarito di non aver interesse a rimanere azionista di lungo termine della nuova società che uscirà dal Chapter 11. «Non appena il fondo Veba se lo potrà permettere venderà le sue quote», dice il presidente del sindacato Ron Gettelfinger, spiegando che il ricavato andrà a finanziare parte dei piani di assistenza sanitaria per i pensionati. Era stato proprio questo il nodo del negoziato tra azienda, Tesoro e Uaw, assistito nel corso delle trattative dallo studio legale Cleary Gottlieb. Uaw avrà il 55% di Chrysler attraverso la Voluntary Employee Beneficiary Association, il fondo fiduciario designato a gestire i piani pensionistici.

Fonte: [La Stampa]







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