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Il rilancio di Colaninno e Sabelli 'Cosi' Alitalia battera' le ferrovie'
07-05-2009
"Alitalia? Fatemi dire una cosa: è stata salvata e vola. E questo, viste le condizioni in cui era solo cinque mesi fa, è già un risultato importante. I ritardi? Certo, ci sono stati. Colpa di una serie di problemi, alcuni indipendenti da noi, arrivati tutti assieme ad aprile. Ma li abbiamo affrontati e si stanno già risolvendo. Io preferisco vedere il bicchiere mezzo pieno: i nostri aerei viaggiano pieni al 65-66% e il bilancio di questi primi mesi alla Magliana è positivo". Roberto Colaninno non è pentito dell'avventura alla cloche della ex-compagnia di bandiera ("È successo tutto all'improvviso l'estate scorsa - confessa - ma rifarei ogni cosa"). E assieme all'amministratore delegato Rocco Sabelli fa il punto in un incontro con Repubblica sullo stato di salute della società.
Guardando al presente - "i nostri conti sono in linea con il budget", assicura Sabelli - ma anche ragionando su un futuro che potrebbe viaggiare su rotaia: "La concorrenza dell'alta velocità sulla Roma-Milano si fa sentire. E va combattuta con la qualità del servizio. Potremmo lanciare un collegamento ferroviario targato Alitalia dalla capitale a Fiumicino. Veloce e che dia la possibilità di fare il check-in e consegnare i bagagli già a Termini".
Partiamo, se permettete, dal bicchiere mezzo vuoto. Il 27% degli aerei nei primi quattro mesi di gestione Cai è atterrato con ritardi superiori ai 15 minuti. L'Enac vi ha messo sotto osservazione. Cos'è successo? SABELLI: Fino a marzo, quando viaggiavamo con pochi passeggeri - senza cancellare voli come avremmo potuto fare - le cose funzionavano. Poi ad aprile con il nuovo network e l'aumento dei clienti è cresciuta la pressione. Colpa della difficoltà dell'integrazione tra Alitalia ed Air One, in via di soluzione, e del rodaggio dei nuovi servizi di catering e pulizia, che non sempre hanno funzionato a dovere. Quindi sono arrivati i problemi con la manutenzione: il nostro piano ne prevede il decentramento da Fiumicino su 6 basi nazionali. Abbiamo annunciato i primi 60 trasferimenti e 11 tecnici non li hanno accettati. Si sono messi in malattia ed è scattata la solidarietà di categoria, rallentando la consegna degli aerei dopo i controlli negli hangar. Ad aprile - con questa situazione - solo il 66-67% dei voli era in orario. Siamo intervenuti. E le cose stanno migliorando: la puntualità è risalita al 70%, anche se so che dobbiamo e possiamo fare molto meglio.
COLANINNO: Qualche attenuante c'è: quattro mesi fa abbiamo ereditato una compagnia vuota, con zero prenotazioni intercontinentali. E da allora abbiamo fatto tre cose in una: la gestione del rilancio, la fusione di due aerolinee e una grande alleanza internazionale. Il nostro è anche un problema di etica di gestione. L'approccio imprenditoriale di Cai ci rende dei marziani per un mondo (dai fornitori ai sindacati fino alla manutenzione) abituato a un altro modello di Alitalia. Comunque la risposta di tutto il personale è stata straordinaria. Fonte: [Repubblica Finanza]
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