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MERCATO TLC
Bernabe': si' all'asse con Telefonica. 'Rafforzare i progetti industriali' 19-05-2009
Franco Bernabè è appena tornato da Londra dove ha partecipato, unico tra gli italiani, agli eventi di Google in qualità di guest speaker. È il luogo dove si discute delle nuove sfide delle telecomunicazioni dei prossimi anni, una corsa a ostacoli che vede schierati in prima linea anche i colossi Google, Apple oppure Nokia, che ha recentemente deciso di lanciarsi nel mercato servizi.
"Sono soggetti che possono essere dei formidabili alleati in fase di espansione dei mercati ma che possono diventare anche potenzialmente pericolosi nei periodi di veloce consolidamento come quello che stiamo vivendo", ammette l'amministratore delegato di Telecom Italia. Certo, non è un compito facile il suo, deve indicare la strada a un'azienda molto concentrata sul mercato italiano, zavorrata da 34 miliardi di euro di debiti, anche se proprio ieri sono state riscadenziate con successo 750 milioni di sterline di obbligazioni (in euro fanno 847 milioni), a tasso fisso per otto anni. E con soci di riferimento che hanno poca voglia di investire nuove risorse nello sviluppo della società.
Dottor Bernabè qual è il pericolo dell'avanzata nel mercato di Google e Apple per una società come Telecom Italia? "Il pericolo potenziale è che il ruolo di una società di tlc possa ridursi a mero trasportatore di dati con i servizi che invece vengono erogati da altri soggetti, a cui spetterebbero anche i succosi ricavi che ne derivano".
E come si può evitare di incappare in un problema di questo genere? "In questa prospettiva bisogna capire dove si svilupperà in futuro l'intelligenza della rete, se dentro o fuori di essa. E dunque in un contesto come questo parlare della proprietà della rete fisica, come si è fatto recentemente in Italia, significa non capire il punto essenziale del problema".
Ma il discorso della proprietà è strettamente legato al tema degli investimenti, non crede? "Occorre sicuramente rilanciare gli investimenti nelle infrastrutture di rete e il governo dovrà avere una parte importante in tutto ciò in quanto può agire con diverse leve. Inoltre bisogna eliminare del tutto il cosiddetto digital divide ma anche dotare il paese di un'infrastruttura all'avanguardia come la next generation network (rete di nuova generazione in fibra ottica, ndr). Poiché l'impegno finanziario sarà estremamente forte ci vogliono più soggetti per fare più investimenti".