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MERCATO AUTOMOBILISTICO
Nyt: la bancarotta di Gm sara' la piu' complessa della storia 26-05-2009
L'eventuale bancarotta di General Motors sarà - afferma il New York Times - fra le più complesse, le più grandi e le più monitorate nella storia: se da un lato il Chapter 11 porterà alla perdita di migliaia di posti di lavoro nell'industria automobilistica, dall'altro lato si tradurrà in una mole imponente di lavoro per gli studi legali.
Quanti avvocati - scrive il quotidiano - saranno eventualmente impiegati nel caso non è ancora chiaro: quello che sembra certo è che non molti hanno l'esperienza per gestire un caso come quello di Gm, visto che fra i più accreditati legali nel settore sono già impegnati nella bancarotta di Chrysler, mentre un'altra fetta importante è stata assunta dal governo proprio per i Chapter 11 di Chrylser e Gm.
Il ricorso alla bancarotta da parte di General Motors, che dovrebbe accadere entro il 1 giugno, stimolerà una forte attività economica in termini di ristoranti e alberghi e Detroit spera di poter ospitare il caso Gm. Un'ipotesi, comunque, poco probabile - osserva il New York Times -, visto che casi del genere hanno solitamente luogo presso i tribunali di New York e in quelli del Delaware. Ma sono gli studi legali quelli che trarrebbero maggiori vantaggi dalla bancarotta della casa automobilistica: Weil, Gotshal & Manges, lo studio che rappresenterà Gm, si è appena visto approvare una fattura da 55 milioni di dollari per tre mesi di lavoro per il caso di bancarotta ben più piccolo di Lehman Brothers. Anche il governo americano si troverà a dover fronteggiare - aggiunge il New York Times - spese non indifferenti: secondo indiscrezioni Gm avrà bisogno di un finanziamento debtor-in-possession per creare una nuova versione della società compreso fra i 40 e i 70 miliardi di dollari.
In passato Gm ha considerato la bancarotta in altre due precedenti occasioni: una volta nel 1992 e un'altra nel 2005. In ambedue i casi il vertice della casa automobilistica si è opposto duramente all'ipotesi che si sarebbe tradotta - avevano spiegato - nella distruzione di migliaia di posti di lavoro e in spese elevatissime da sopportare.