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Berlino: su Opel giochi ancora aperti. I dubbi su Magna. Berlusconi: pronti a intervenire ma non siamo una merchant bank
04-06-2009
Lo spazio di un weekend. Il tempo di arrivare al primo impegno da onorare: quei 300 milioni, spuntati all’ultimo, che Sergio Marchionne si era rifiutato di «bruciare» e Frank Stronach, invece, aveva promesso a scatola chiusa. «Un nuovo buco Opel? Nessun problema. Copriamo noi». Già. Peccato che il versamento fosse urgente. E che se ne siano perse le tracce. Magari si materializzerà, prima o poi. Ma quel cash, a Berlino erano stati chiari, era questione di sopravvivenza: a Rüsselsheim serviva «subito», fallimento di Gm o no. Morale: l’assegno — così almeno si legge tra le righe di comunicati sempre più imbarazzati — l’ha dovuto staccare il governo tedesco. È lì che Angela Merkel ha toccato con mano quello che in Germania molti, a partire dal titolare dell’Economia Karl-Theodor zu Guttenberg, sospettavano dall’inizio della saga. Che cioè l’offerta di Magna-Sberbank non fosse solo «molto meno chiara del piano Fiat» (definizione del ministro inglese Peter Mandelson, parte in causa per via di Vauxhall), ma nascondesse anche qualche sorpresa. Fonte: [Corriere.it]
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