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PREVIDENZA COMPLEMENTARE
Pensioni, a luglio 380 euro in piu'. La quattordicesima a chi ha almeno 64 anni e un reddito fino a 8.640 euro 18-06-2009
Quattordicesima in arrivo per 3,4 milioni di pen sionati a basso reddito. Il mini stro del Welfare, Maurizio Sac coni, ha confermato ieri alla Ca mera, rispondendo a un’interro gazione presentata dal Pd, che anche quest’anno verrà pagata l’una tantum previdenziale isti tuita dal governo Prodi con la legge 127 del 2007. Gli anziani bisognosi riceveranno in me dia 380 euro. Ne hanno diritto i pensionati che hanno versato contributi (sono quindi escluse le prestazioni assistenziali) con almeno 64 anni e un reddito personale annuo non superiore a una volta e mezza il trattamen to minimo, cioè 8.640 euro.
Tra i redditi vengono esclusi: tratta menti di famiglia, indennità di accompagnamento, casa di abi tazione, trattamenti di fine rap porto. L’importo della quattordice sima varia in base all’anzianità contributiva. La legge stabilisce tre fasce. Riceveranno 336 euro gli ex lavoratori dipendenti che hanno fino a 15 anni di contri buti e gli ex autonomi fino a 18. L’una tantum sale a 420 euro per gli ex dipendenti con versa menti tra 15 e 25 anni e gli ex autonomi tra 18 e 28. Infine, prenderanno 504 euro gli ex di pendenti con più di 25 anni di contributi e gli ex autonomi con più di 28.
Il ministero ha calcolato che su 3,4 milioni di beneficiari 2,4 milioni sono donne e circa 950 mila uomini. La spesa complessiva sarà di 1,3 miliardi. L’ex ministro del Lavoro, Cesare Damiano, autore della legge, ci tiene a sottolineare che questo intervento, voluto dal governo di centrosinistra, è molto più efficace, per esem pio, della Social card, la tessera acquisti da 40 euro al mese, de cisa dal governo Berlusconi e che finora ha raggiunto appena 550 mila anziani poveri e che comunque prevedeva un impe gno di spesa di 400 milioni di euro. Sacconi, nella sua risposta, ha però voluto sottolineare che il precedente esecutivo Ber lusconi, fin dal 2001, ha istitui to la cosiddetta pensione a un milione di lire, cioè l’integrazione dell’assegno, che può arrivare «fino a 123 euro», di cui beneficiano un milione di pensio nati. Un intervento, ha sottolineato il ministro, che avviene tutti i mesi e non una volta all’anno. Tuttavia, la spesa per l’operazione pensioni a un milione è di circa 783 milioni.
A proposito della Social card, Sacconi ha comunque annunciato che il governo sta facendo una «ricognizione» delle risorse a disposizione. All’inizio, infatti, sulla base dello stanziamento di 400 milioni (più le donazioni private) era stato previsto un intervento a favore di 1,3 milioni di poveri. Ma da ottobre a oggi le tessere attivate non coprono neppure la metà di questa platea. Al ministero stanno quindi studiando come ampliare gli aventi diritto, a partire dalle situazioni di particolare disagio: madri single e famiglie numerose. Sempre in materia di pensioni, il ministro ha annunciato che si terrà la prossima settimana una riunione tra i ministri che devono dare una risposta alla commissione europea sulla equiparazione dell’età pensionabile delle don ne con quella degli uomini, al meno nel pubblico impiego, come richiesto da una sentenza della corte europea di giustizia. Di pensioni, ma soprattutto di ammortizzatori sociali, ha parlato ieri Sacconi con la Confindustria, ospite del direttivo dell’associazione guidata da Emma Marcegaglia.