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Consumi; Unioncamere: Con prezzi piu' bassi si torna al supermarket
21-06-2009
Nel II bimestre del 2009. Ma non al Sud dove c'è ulteriore calo
Grazie alla "frenata dei prezzi" le famiglie italiane hanno ricominciato a comprare, in particolare nei supermercati. In controtendenza il Sud dove invece le vendite continuano a calare. Lo rileva Unioncamere, nel bollettino 'Vendite Flash' in cui si registra una "lieve ripresa delle vendite nei supermercati nel II bimestre 2009": le quantità acquistate sono aumentate dello 0,5% in controtendenza rispetto al I bimestre dell'anno (-0,7%). Tra marzo e aprile 2009, la Gdo ha registrato un incremento del fatturato (+2.3%) inferiore di mezzo punto percentuale rispetto ai primi due mesi dell'anno (quando aveva raggiunto il +2,8%). L'andamento delle vendite del Largo Consumo Confezionato (che comprende i reparti drogheria alimentare, bevande, freddo, fresco, cura degli animali, cura della casa e cura della persona) è determinato essenzialmente da una più contenuta dinamica dei prezzi, che nel bimestre crescono dell'1,8% rispetto allo stesso periodo del 2008, oltre due punti in meno in confronto al dato medio del 2008 (+4,0%) e decisamente inferiore anche rispetto al I bimestre di quest'anno (+3.5%). A guadagnarci sono le famiglie consumatrici, che aumentano infatti le quantità acquistate dello 0,5%, in controtendenza rispetto al I bimestre (-0,7% la riduzione dei volumi del periodo). Malgrado l'incremento dei prezzi non evidenzi significative differenze nelle diverse aree geografiche, decisamente meno omogenea è la situazione sul versante dei volumi. Le famiglie meridionali, infatti, limitano le spese, tanto che l'indicatore dei volumi segna un -1,4% nel II bimestre del 2009. Le regioni meridionali che presentano le maggiori riduzioni delle vendite dei prodotti del Largo consumo confezionato sono la Basilicata e Calabria (-5,9%) e la Campania (-2,6%). Un segno meno accompagna anche i volumi della Sardegna (-0,8%) e della Puglia (-0,5%). Diversa la situazione in Abruzzo e Molise (+2,6%) e in Sicilia (+1,9%) che superano la media nazionale. Forte la variabilità dei contesti regionali anche se si analizzano le vendite complessive della GDO. Emerge nuovamente la dualità sia tra Centro-Nord e Mezzogiorno sia all'interno della stessa area meridionale, nella quale convivono regioni che fanno registrare le più ampie perdite di fatturato (Basilicata e Calabria, con una flessione del -4.3%) e altre che mettono a segno guadagni superiori al 4% (Abruzzo e Molise). Nel Nord-est le performance spaziano dal +0.5% del Veneto al +4.5% del Trentino Alto Adige. Nord-ovest e Centro sono invece caratterizzati da una maggior vicinanza fra le dinamiche di fatturato delle regioni che le compongono. Unica eccezione è rappresentata, al Nord-ovest, dalla Lombardia, che non riesce a superare nel bimestre il +0.3%, mentre Liguria e il Piemonte e Valle d'Aosta mostrano un incremento del giro d'affari pari rispettivamente al 2.5% e 2.1%. Al Centro, infine, la dinamica delle vendite oscilla tra il +1.5% registrato in Toscana e il +3.8% del Lazio. La lieve ripresa dei consumi "alimenta le speranze che la fine del tunnel della crisi economica sia vicina - commenta il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello - Va dato atto alla Grande distribuzione organizzata del ruolo di contenimento dell'inflazione svolto in questi mesi. Di sicuro, però - prosegue Dardanello - la cautela della famiglie meridionali suona come un campanello di allarme, perché rende evidente il dualismo della 'ripartenza', con un Nord e un Centro che danno primi segnali positivi ed un Mezzogiorno che fatica a tenere il passo". Per questo il presidente di Unioncamere, è "quanto mai necessarie politiche di sostegno dei redditi e delle famiglie, soprattutto meridionali, per evitare che il divario tra le diverse aree del Paese si accentui ulteriormente". Fonte: [APCOM]
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