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Imprese: Unioncamere, la crisi morde ma gli italiani sono fiduciosi
01-07-2009
Il sistema produttivo italiano continua a tenere e, dopo un primo trimestre particolarmente negativo, torna a espandersi aumentando di 28mila imprese. Tra aprile e giugno i registri delle Camere di Commercio hanno ricevuto quasi 98mila domande di iscrizione da altrettante imprese, a fronte di poco meno 70mila richieste di cancellazione da parte di imprese esistenti. La differenza, si legge in una nota di Unioncamere, corrisponde a un tasso di crescita dello 0,46%, il più basso tra quelli registrati nel secondo trimestre degli ultimi 7 anni. La metà del saldo (il 49%), si deve alle nuove società di capitali, aumentate di 13mila unità in tre mesi. Ma tutte le tipologie di forme giuridiche hanno fatto registrare un bilancio positivo: oltre 4mila le società di persone in più, 8.500 le ditte individuali (di cui quasi la metà aperte da cittadini immigrati), 1.500 tra consorzi e cooperative. E' al Sud il saldo maggiore in termini assoluti (8.763 imprese in più), mentre al Centro si registra l'incremento relativo più elevato (+0,54%). In tutte le regioni, il trimestre si è chiuso comunque con segno positivo: dalla Lombardia (4.839 imprese in più all'appello), al Molise (108). Così come anche a livello settoriale tutte le attività, ad eccezione dell'industria estrattiva (-22 unità), fanno registrare un'espansione della propria base imprenditoriale.
Questi i dati principali relativi al II trimestre dell'anno evidenziati da Movimprese, la rilevazione condotta da InfoCamere a partire dai dati del Registro delle Imprese delle Camere di Commercio e resa nota oggi da Unioncamere nel corso della 130^ Assemblea dei Presidenti delle Camere di Commercio d'Italia svoltasi a Roma in concomitanza con il Consiglio Generale di Unioncamere.
"Gli italiani hanno un fortissimo bisogno di ritrovare la fiducia, perché senza fiducia non c'è domani. Se tanti di loro, pure in questi mesi difficili, hanno scelto di fare impresa è segno che questo Paese è convinto di farcela ancora una volta". Questo il commento del neo-Presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello, in occasione del suo discorso d'insediamento al vertice dell'associazione delle Camere do commercio d'Italia. "Di fronte a questi segni concreti - ha aggiunto Dardanello - è dovere delle istituzioni rispondere con altrettanta fiducia nell'impresa e in chi la sostiene e promuove, come le Camere di commercio. I recenti provvedimenti del Governo segnano il passaggio a una nuova fase di interventi, con cui anziché limitarsi a giocare in difesa si torna all'attacco, sostenendo chi fa impresa e chi vi lavora. Senza dimenticare chi il lavoro lo deve ritrovare. E' un passaggio fondamentale verso un'uscita dalla crisi che molte piccole e medie imprese già intravedono. Dobbiamo accelerare il passo e rendere concreti sul territorio gli interventi prefigurati dai provvedimenti governativi, sfruttando ancora di più le potenzialità messe a disposizione dalla rete delle Camere di commercio". Fonte: [Repubblica Finanza]
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