Premi meno cari e frodi in diminuzione, la strada tracciata dalle polizze auto sembra costellata di successi, eccezion fatta per il continuo rallentamento della liberalizzazione del settore. Il recente rapporto annuale pubblicato dall'Ania (l'Associazione Nazionale delle Imprese Assicuratrici) evidenzia alcuni dati significativi, tra cui la diminuzione dello 0,8% dei premi assicurativi.
Buone dunque le performance del settore nonostante la difficile congiuntura economica. La raccolta premi è infatti in crescita del 5,4%, sostiene l'Ania, a fronte di una raccolta negativa dell'Rc Auto: una diminuzione tra l'1% e il 2%, collegata anche ad una flessione dei prezzi medi delle polizze che negli ultimi 4 anni sono scesi dell'8,3%.
Frodi in calo
Buoni risultati anche sul fronte delle frodi sull'assicurazione Rc Auto, che registrano un significativo calo, sia a livello nazionale che regionale. Nel documento redatto dall'Ania emerge come sia la Campania la Regione con il più alto numero di frodi in assoluto per quanto riguarda gli incidenti, con più di una truffa per ogni dieci sinistri, mentre è la Puglia a guidare la classifica delle frodi sui furti di autovetture, con una percentuale del 6,4%, che sale al 7,4% nel capoluogo Bari. La Campania, in questa classifica, si colloca comunque al secondo posto, con una percentuale del 4,4% che sale al 5,9% nella sola Napoli.
Assicurazioni antisismiche
Alla luce dei nuovi e tragici eventi di cronaca sono state prospettate alcune significative novità per le assicurazioni domestiche. Definito un "Paese relativamente sottoassicurato" l'Italia potrebbe necessitare, sottolineano gli esperti, di un "utilizzo più ampio e razionale dello strumento assicurativo, che in taluni settori può trasformare una fonte di costo per la finanza pubblica in un'occasione di sviluppo di nuovi mercati, di piu' efficiente gestione delle risorse, di alleggerimento del prelievo fiscale e contributivo".
Il ministro dello Sviluppo Economico Scajola sostiene che sia auspicabile un'assicurazione contro i rischi catastrofali, anche attraverso idonee forme di partnership pubblico-privato. Il ministro spiega che "non si tratta di introdurre una nuova tassa sulla casa, ma di realizzare una forma di protezione dai rischi catastrofali più razionale, più equa, più efficiente".
Il plurimandato va in pensione
Intanto è stato dato il via libera alla Camera per il testo dell'art. 21 del ddl "Sviluppo e Energia" sul ripristino dei contratti pluriennali per le polizze assicurative.
Rispetto a quanto introdotto con le liberalizzazioni Bersani il nuovo provvedimento dà la possibilità all'assicuratore di proporre una copertura di durata pluriennale in alternativa ad una annuale, a fronte però di una riduzione del premio rispetto a quello previsto per la stessa copertura dal contratto annuale.
Nel caso in cui il contratto superi i cinque anni, l'assicurato, trascorso il quinquennio, avrà la possibilità di recedere dal contratto con preavviso di sessanta giorni.
Di fatto il provvedimento introduce la possibilità per l'assicurato di recedere dal contratto solo se supera i cinque anni. Ttrascorso il quinquennio la rescissione del contratto avrà effetto dalla fine dell'annualità nel corso della quale la facoltà di recesso è stata esercitata, "in quanto - stabilisce il testo di legge - tali previsioni potrebbero rallentare il processo di liberalizzazione del mercato assicurativo".
Stress test in vista
Tra le tante novità per il settore anche uno stress test targato ISVAP, per saggiare la tenuta del mercato in termini finanziari a seguito della crisi del 2008 ed i relativi fattori di vulnerabilità. Lo stess test va ad aggiungersi ai consueti aggiornamenti mensili sull'andamento di premi, riscatti ed investimenti.