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Via libera del Cipe al Dpef 2010-2014
15-07-2009
Semaforo verde del Cipe al Dpef 2010-2014 e all'allegato infrastrutture. Lo hanno riferito fonti di governo. Il Comitato convocato per le 10 ha preceduto la riunione del Consiglio dei ministri, attualmente in corso, per il varo del documento. «Il Governo intende agire - recita il Dpef nel primo capitolo di sintesi del documento - per trasformare l'attuale crisi in un'opportunità di sviluppo e di rilancio per l'economia italiana, e più in generale di progresso sociale per il Paese».
Il documento ipotizza una ripresa a partire dal 2010. «Negli ultimi due-tre mesi - viene sottolineato nel primo capitolo del Dpef - si sono ripetuti segnali non negativi, per l'economia mondiale e per quella italiana. Le tensioni sui mercati finanziari si sono gradualmente allentate. L'incertezza sulle prospettive economiche rimane legata, ma si sta evidenziando un'attenuazione delle spinte recessive. In varie sedi e forme si ipotizza la ripresa a partire dal 2010». Il documento, che prevede per quest'anno una contrazione del Pil del 5,2%, quantifica anche la ripresa con un Pil a +0,5% nel 2010 e al +2% per ciascuno degli anni 2011-2013.
Al centro del dibattito politico e delle preoccupazioni del governo i numeri dell'economia, dopo che la Banca d'Italia ha diffuso i dati sull'andamento del debito pubblico. Fronte sul quale è stato registrato un nuovo massimo storico a maggio: 1.752,188 miliardi di euro, in crescita di circa 4 miliardi rispetto al mese precedente e in notevole salita rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Nel primo capitolo del documento il Governo conferma nel Dpef «l'impegno» a portare i conti verso il pareggio di bilancio e per una costante riduzione del rapporto debito Pil «non appena la ripresa sarà consolidata». Nel documento non viene nascosto che «la crisi economica ha messo sotto pressione l'equilibrio dei conti pubblici», che «risulta essenziale ristabilire sin d'ora un percorso di risanamento solido e credibile per il dopocrisi» con l'ottica anche di «continua a dare stabilità e fiducia agli operatori economici e ai mercati finanziari». Fonte: [Il Sole 24 Ore]
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