L’intervista di Guglielmo Epifani? «Non l’ho letta. Ma confido che tutte le organizzazioni convergano sul nuovo modello contrattuale». Maurizio Sacconi, da sempre fiero avversario della Cgil, non si sbilancia di fronte ai segnali di dialogo sul tema dei contratti territoriali lanciati sulla Stampa dal leader sindacale alla vigilia di un autunno difficile e dei rinnovi di importanti categorie, dagli alimentaristi ai metalmeccanici. Il ministro del Lavoro è guardingo: «Il problema che mi sembra irrisolto è il rapporto della Cgil con i suoi colleghi sindacalisti», aggiunge mentre la folla del Meeting lo circonda come una star fra gli stand della Fiera di Rimini. Poi, sibillino: «Ma se son rose...» Come a dire: se la Cgil intende fare davvero la sua parte, non ha che da firmare i contratti in scadenza, nazionali e territoriali.
Per questi ultimi Sacconi chiude ad ogni ulteriore richiesta di Cisl e Uil: la detassazione sopra il 10% non è possibile. «I sogni sono sempre leciti - spiega Sacconi - poi però ci si misura con la concretezza dei vincoli di finanza pubblica. Credo sia importante confermare la detassazione del 10%. Ovviamente mi auguro ci siano soprattutto le condizioni per confermarla», dice alludendo nuovamente alla minaccia fatta nei giorni scorsi in una intervista al Corriere per via delle resistenze degi imprenditori ad applicare il meccanismo.
«Quando ho fatto riferimento alla possibilità che venga meno è perché, come noto, si tratta di una norma sperimentale che cessa il 31 dicembre». Cisl e Uil non mollano la presa e ribadiscono la necessità di sostenere i salari, soprattutto in un periodo di crisi come questo. «È meglio un sogno che l’incubo delle gabbie salariali», risponderà il segretario della Cisl Raffaele Bonanni. La leader dell’Ugl Renata Polverini allargha il campo e ricorda quel che da tempo dicono anche Cgil, Confindustria e il governatore della Banca d’Italia Mario Draghi: «In Italia c’è un problema generale di tassazione troppo alta ai danni del lavoro dipendente». Una forte detassazione del salario di secondo livello «sarebbe un primo passo per riequilibrare un sistema iniquo». Sul tema della detassazione ulteriore del salario territoriale la Cgil, a differenza delle altre sigle, la pensa come Sacconi.