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Disoccupazione record nell'area euro. 15 milioni senza lavoro
01-09-2009
Il tasso di disoccupazione registrato nella zona dell'euro è salito al 9,5% nel mese di luglio, contro il 9,4% del mese precedente. Lo rende noto Eurostat, che sottolinea come si tratti del tasso più elevato nei Paesi che compongono l'area dell'euro dal maggio 1999. Nell'Ue-27 il tasso è stato del 9,0% contro l'8,9% di giugno. In questo caso si tratta del tasso piu' elevato dal maggio 2005.
Il tasso di disoccupazione registrato nella zona dell'euro è salito al 9,5% nel mese di luglio, contro il 9,4% del mese precedente. Lo rende noto Eurostat, che sottolinea come si tratti del tasso più elevato nei Paesi che compongono l'area dell'euro dal maggio 1999. Nell'Ue-27 il tasso è stato del 9,0% contro l'8,9% di giugno. In questo caso si tratta del tasso piu' elevato dal maggio 2005.
Si ingrossano le file dell'esercito dei disoccupati che ora conta 15 milioni di persone (15.090.000) in cerca di lavoro. Ben 3,2 milioni in più rispetto a 12 mesi fa. La situazione, secondo gli economisti e la Bce, appare destinata a deteriorarsi ulteriormente nel 2010.
Dove la crisi si è fatta sentire meno Quest'anno, tra i Paesi con il piu' basso tasso di disoccupati, Eurostat indica per luglio l'Olanda (3,4%), l'Austria (4,4%) e Cipro (5,5%). Il tasso più elevato resta invece in Spagna (18,5%) seguita da Lettonia (17,4%) e Lituania (16,7%). Quanto ai giovani al di sotto dei 25 anni, i disoccupati a luglio erano 19,7% nella zona dell'euro e il 19,8% nell'Ue-27. Nell'Unione europea nel luglio scorso le persone disoccupate erano 21,794 milioni, di cui 15,090 milioni nella zona dell'euro. In rapporto allo stesso mese di un anno fa, il numero dei disoccupati è cresciuto di 5,111 milioni nell'Ue-27 e di 3,264 milioni nella zona dell'euro. In un mese i disoccupati sono aumentati nell'Ue di 225mila unità e nella zona dell'euro di 167mila.
In Italia frenano gli stipendi I miglioramenti economici previsiti in nove contratti evidenziano un aumento delle retribuzioni dello 0.2% per il mese di luglio e su base annua la variazione media è del 2.1%, secondo i dati forniti dall‘Istat. Il settore che ha registrato il maggiore aumento è stato “acqua e smaltimento rifiuti”, i lavoratori del settore hanno percepito un aumento del 4,8%, seguiti da operatori del mondo agricolo (3,9%) e ministeri e altri servizi privati (3,8%). Nel campo del commercio, dei trasporti, dei servizi postali e delle attività dei vigili del fuoco, l’aumento è stato contenuto a 1.5%. Variazione nulla infine per i contratti delle Tlc, Regioni e Autonomie locali, Servizio sanitario nazionale, dei militari e forze dell'ordine.
Due milioni di italiani al lavoro senza contratto Nel rapporto dell’Istituto nazionale di Statistica risultavano conclusi e in vigore 55 accordi che regolano il trattamento economico di circa 11,4 milioni, questi accordi rappresentano l'85,1% del monte retributivo. In attesa di rinnovo ancora 23 contratti che riguardano circa due milioni di dipendenti.
L’Istat precisa tuttavia che, relativamente all'intera economia, a luglio la quota di dipendenti in attesa di rinnovo e' pari al 13,1%, in calo sia rispetto a giugno 2009 (20,2%) sia in confronto a luglio 2008 (27,8%). In questo caso i mesi di attesa per i lavoratori con contratto scaduto, sono in media 14,6, in calo rispetto a giugno 2009 (16,2) ma in decisa crescita rispetto ad una anno prima (9,5). In base agli attuali contratti in vigore anche l'indice delle retribuzioni orari registrerebbe per l'anno 2009 un incremento medio del 3%.
Fonte: [RaiNews24]
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