soldi-online.com

La guida online al mondo dei soldi, della finanza e del credito

   
 
Homepage
Notizie Mutui
Notizie finanziarie
Notizie prestiti
Mercati finanziari
Notizie economiche
Notizie Leasing
Economia aziende
Economia familiare
Finanziamento Imprese
Libri Economia
Libri Finanza
Fondi investimento
Trading
Previdenza complementare
Media economico finanziari
Notizie credito
Carte revolving
Mutuo casa
TFR previdenza complementare
Notizie Fondi
Notizie Fiscali
Mercato Immobiliare
Credito al consumo
Credito Imprese
Notizie Investimenti
Notizie Borsa
Notizie Assicurazioni
Notizie RC Auto
Convegni Economia
Convegni Finanziari
Risparmio Energia
Prestito Aziende
Notizie Finanziamenti
Cessione del quinto
Gestione Risparmio
Notizie Risparmio
Mercato del Lavoro
Notizie Industria
Mercato automobilistico
Investimenti Tecnologia
Investimenti Trasporti
Mercato Energia
Mercato TLC
E-Commerce
Finanziamenti Online
Archivio notizie
Siti segnalati
Note legali
Contatti

 Iscriviti al feed RSS

soldi online rss xml feed RSS XML 2.0
BlogItalia.it - La directory italiana dei blog
 
soldi-online.com - La guida online al mondo dei soldi, della finanza e del credito
NOTIZIE FONDI
Che fine hanno fatto i fondi sovrani?
02-09-2009
Solo quelli cinesi rilanciano ed incrementano la loro propensione estera. Forte ridimensionamento di quello russo e in parte di quelli del Golfo Persico.

Fino a poco più di un anno fa gli interventi di investimento dei fondi sovrani incutevano timore ai principali paesi occidentali oggetto delle loro “attenzioni” e, rinfocolandone i tipici sentimenti dell’autentico nazionalismo economico, dividevano maggioranze di governo e pubbliche opinioni.

Titolari di un valore complessivo stimato allora in circa tre mila miliardi di dollari, l’impatto economico dei fondi sovrani era pronosticato in rapida crescita ed avrebbe dovuto moltiplicarsi, secondo noti centri internazionali di analisi economico-finanziaria tra cui il Fondo Monetario Internazionale, fino a raggiungere quota 10 - 12 mila miliardi di dollari nel periodo 2012/2015.

La crisi finanziaria esplosa nell’autunno dello scorso anno e la “grande recessione” che ne è seguita, hanno affievolito di molto la valenza della loro magnitudo e , pur corteggiati da quei circoli politici che avevano tentato di metterli al bando, si sono astenuti dal ripetere disastrose operazioni di salvataggio su mercati internazionali ormai in piena crisi, ripiegando, al massimo, su interventi nell’ambito del loro mercato interno.

Sebbene le stime su questa materia non siano mai a prova di smentita a motivo, innanzitutto, della ritrosia dei singoli fondi a rilasciare informazioni sui programmi di gestione interna, nelle borse dei fondi sovrani dovrebbero esserci, a seconda degli esercizi contabili operati dagli specialisti nelle ultime settimane, tra i 1.800 ed i 1.500 miliardi di dollari. Cifra comunque ragguardevole se solo si pensa che il valore delle riserve mondiali tradizionali e’ a quota 7.000 miliardi.

Le motivazioni del ridimensionamento di quasi tutti i 31 fondi sovrani esistenti, sono essenzialmente le stesse che hanno causato il dietro front di alcuni fenomeni tipici della fase rampante della globalizzazione. Drastica riduzione del commercio mondiale nei quadrimestri di fine 2008 ed inizio 2009 e conseguente inaridirsi dell’imponente bacino di liquidità che alimentava le riserve delle potenze esportatrici. Il crollo del prezzo del petrolio, che ha visto restringersi di molto gli introiti dei paesi esportatori netti di materie prime dell’energia, l’altra tipologia di paesi che attraverso i fondi sovrani avevano messo a punto un veicolo d’investimento pensato per essere più efficace e redditizio dell’acquisto dei buoni del tesoro statunitensi. Va aggiunto poi che gli investimenti effettuati dai principali fondi sovrani nel 2007 ed ancora all’inizio del 2008, hanno puntato sul settore finanziario e su altri comparti industriali tradizionali, ambiti particolarmente esposti alla bufera finanziaria ed economica iniziatasi lo scorso anno.

Il ridimensionamento maggiore sembra aver interessato le sorti del fondo russo. La Russia, per ammissione dei suoi stessi esponenti politici, potrebbe esaurire le stesse riserve in valuta estera accumulate nel periodo di prezzi petroliferi alle stelle, già nel corso del 2010, se non prima.

Fonte: [Limes]







Leggi altre notizie sullo stesso argomento:
NOTIZIE FONDI >>>

FONDI INVESTIMENTO >>>


  Agos, prestiti, finanziamenti
bn: 11