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Fmi: ripresa lenta. Negli Usa record di disoccupati
04-09-2009
Balzo della disoccupazione negli Stati Uniti. Nel mese di agosto il tasso di disoccupazione sale al 9,7%, contro il 9,5% previsto dagli analisti. Si tratta del livello massimo dal 1983. Nello scorso mese risultano quindi persi 216 mila posti di lavoro, contro i 276 mila di luglio. Fmi: ripresa lenta, condizionata dalla disoccupazione L'economia globale sta andando verso la ripresa, e i governi devono iniziare ad elaborare la exit strategy dai piani di stimolo anti crisi. Ma sulla ripresa peserà la forte disoccupazione. E' il quadro delineato dal direttore generale del Fondo Monetario Internazionale, Dominique Strauss-Kahn, alla vigilia del G20 finanziario a Londra. Alcune economie avanzate, tra cui Francia e Germania, ha ricordato Strauss-Kahn, sono uscite dalla recessione e le economie emergenti si stanno riprendendo ancora più in fretta. Ma la ripresa, prevede Strauss-Kahn, "sarà piuttosto lenta" e, nelle economie avanzate, trainata dalle misure di stimolo fiscale e dalla ricostituzione degli stock, mentre la domanda privata resta ancora debole. L'outlook per le economie emergenti è, invece, migliore.
Oltre ai rischi di un'uscita prematura dalle misure straordinarie di sostegno, Strauss-Kahn ha anche citato il rischio di "continui rischi nel settore finanziario che potrebbero addirittura intensificarsi soprattutto se non resteranno incompiuti gli sforzi per ridare stabilità alle banche". In questo contesto è "particolarmente importante" il coordinamento internazionale delle rispettive strategie di uscita, così come il coordinamento delle risposte alla crisi è stato cruciale nell'evitare il collasso finanziario. La preoccupazione principale, in questa fase economica, resta quella occupazione: l'Fmi, ha spiegato Strauss-Kahn, prevede "un continuo aumento dei senza lavoro nel 2010 a causa di un tasso di crescita ancora lontano da quello potenziale" e una ripresa con queste caratteristiche "presenta dei rischi". Un tale numero di disoccupati ha "consistenti costi economici" e le conseguenze a livello sociale "sono ancora piu' preoccupanti".
Pur invitando alla cautela sui tempi, Strauss-Kahn invita politici e banchieri centrali ad approntare per tempo una 'exit stratgegy', in quanto la mancanza di una giusta comunicazione su questo tipo di piani "potrebbe minare la fiducia e, di conseguenza, la ripresa". Fonte: [Rai News24]
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