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NOTIZIE ECONOMICHE
Competitivita', l'Italia ultima tra i big e la Svizzera sale in pole
08-09-2009
L'Italia risale di un gradino la classifica della competitività, piazzandosi al 48esimo posto su 133 paesi, ma resta comunque tra i fanalini di coda, ben lontana da tutte le maggiori economie avanzate e dai suoi principali partner europei, e alle spalle di stati come le Barbados, Porto Rico l'Oman e la Tunisia. Questo il verdetto del Rapporto sulla competitività globale 2009-2010 del World Economic Forum.

In cima alla lista, la Svizzera, che ha scavalcato gli Usa, scivolati al secondo posto per l'impatto della crisi e degli scandali finanziari. A penalizzare l'Italia sono uno dei mercati del lavoro più rigidi del mondo (117esima posizione), il debito pubblico (128esima) e "altre debolezze istituzionali" quali l'alto livello di corruzione e crimine organizzato (127esima). Secondo gli imprenditori, i maggiori problemi restano l'inefficienza della burocrazia statale e il peso del fisco, con l'aggravante quest'anno delle difficoltà di accesso al credito.

Per quanto riguarda la perdita di posizione degli Stati Uniti, Jennifer Blanke, capo del Global Competitiveness Network del Wef ha spiegato che ci si aspettava da tempo che "potesse perdere il primo posto. Ci sono una serie di squilibri che si sono aggiunti e problemi sul mercato finanziario di cui prima non eravamo a conoscenza" E ha aggiunto che paesi come "Usa e Gran Bretagna ora sono penalizzati".

Il Wef ha elogiato la Svizzera per la sua capacità di innovare, la sofisticata cultura economica, l'efficienza dei servizi pubblici, le eccellenti infrastrutture e il buon funzionamento dei mercati. Questo nonostante l'economia del paese sia caduta in recessione lo scorso anno e il governo abbia dovuto salvare Ubs, la più grande banca svizzera. Ma la sua economia sta reggendo meglio di altre e gran parte delle banche sono state poco toccate dalla crisi, che invece negli Usa ha spinto altre alla bancarotta.

Tuttavia, la fiducia nelle banche svizzere è calata, anche se per la valutazione sulla loro stabilità gli istituti elvetici sono comunque al 44esimo posto. Le banche Usa sono calate al 108 - giusto dopo la Tanzania - e le banche britanniche al 126esimo posto della classifica, dominata dalle banche canadesi.

Il Wef basa la sua valutazione su una serie di fattori strategici come dati economici, crescita, salute e numero di Internauti. Lo studio include anche un sondaggio tra business leader, valutando ad esempio l'efficienza del governo o la flessibilità del mercato del lavoro. L'Italia presenta la performance peggiore nell'efficienza del mercato del lavoro, dove è 117esima.

Nella top ten, Singapore è salita al terzo posto dal quinto, cambiando di posizione con la Danimarca, che segue la Svezia. Sesta la Finalndia, settima la Germania, mentre Giappone e Canada hanno superato l'Olanda. Tredicesimo il Regno Unito, mentre la Francia è sedicesima. Nello studio, i paesi africani Zimbabwe e Burundi sono indicati come le economie meno competitive del mondo.

La Russia ha visto uno dei suoi più ripidi cali tra i 133 paesi analizzati, scivolando dal 12 al 63esimo posto, tra le preoccupazioni per l'efficienza del governo e l'indipendenza del sistema giudiziario. Per quanto riguarda invece le economie emergenti, i risultati sono stati positivi nonostante la crisi mondiale. La Cina si è guadagnata il 29posto, ma la perfomance è sostenuta soprattutto da anni di rapido miglioramento: ora, infatti, è alle prese con difficoltà in aree come i mercati finanziari, l'aggiornamento tecnologico e l'istruzione. L'India, 49esima nella classifica, è meglio posizionata in campi complessi come l'innovazione, ma deve ancora mettersi al passo su salute e infrastrutture, aggiunge il Wef. Il Brasile, infine, è balzato di otto posizioni al 56esimo posto, sostenuto dalle misure per migliorare la sostenibilità finanziaria e liberalizzare e aprire l'economia.

Fonte: [Milano Finanza]







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