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NOTIZIE MUTUI
I tassi ai minimi. E' il momento buono per fare un mutuo.
21-09-2009
La formula migliore? Subito variabile, poi fisso

Nel tunnel del mattone c’è una luce di speranza. Il mutuo per l’acquisto della casa oggi costa molto meno di qualche anno fa. I tassi sono scesi ai minimi storici alleggerendo la rata da pagare a fine mese. Anche se gli spread applicati dalle banche sono cresciuti, il momento offre buone occasioni per chi si sta guardando intorno per la scelta di un finanziamento.

Come muoversi per ottenere il mutuo giusto? Sia il tasso fisso, sia il tasso variabile sono a un livello molto basso. Il variabile, oggi, si aggira addirittura in zona 1%, o poco sopra, mentre il fisso viaggia poco sopra al 5% anche per le offerte di prestiti con un ammortamento di 20 e o di 30 anni. Di fatto, mediamente, la differenza tra fisso e variabile di questi tempi è di tre punti percentuali e mezzo. Tradotto in soldoni significa, per esempio, che su un prestito da 100mila euro per 30 anni la rata indicizzata può costare anche il 40% in meno rispetto a quella fissa (359 contro i 549 euro al mese).

Quale dei due scegliere allora? «Guardando a quello che è stato il costo del denaro nei decenni scorsi, per entrambe le forme di finanziamento si tratta di un livello del tutto accettabile», spiega Roberto Anedda, direttore marketing di Mutui Online, il sito internet che permette di mettere a confronto le proposte delle maggiori banche. La buona notizia è insomma che entrambe le soluzioni sono vantaggiose. In più pare che rimarranno così ancora per un po’ di tempo. «Una risalita dei tassi sembra non essere alle porte. La situazione spingerà le banche centrali a tenere il costo del denaro a livelli bassi. Ci possiamo quindi aspettare una fase di recupero lenta dei tassi d’interesse e dunque anche della rata del mutuo. In pratica per almeno un buon anno ancora i tassi resteranno non lontani dai livelli di adesso», spiega Anedda.

Questo significa che chi oggi sceglie il tasso fisso, otterrà una rata storicamente molto bassa che non cambierà più per tutta la durata del mutuo. Quindi scegliendo oggi il fisso significa che il tasso resterà intorno al 5% fino all’ultima rata. Diverso il discorso per quanto riguarda il tasso variabile che varia con i tassi di riferimento. Non c’è dunque la certezza di ritrovarsi con questi livelli anche nei prossimi anni. «Nei prossimi tempi i tassi non potranno che salire, e il vantaggioso variabile potrebbe trasformarsi in un incubo sei il costo del denaro dovesse risalire molto», dice Anedda. Lo scenario del 2008, quando gli Euribor sono balzati oltre il 5% mettendo in crisi migliaia di famiglie italiane, potrebbe dunque riproporsi.

Va detto però che dato che i tassi sono così bassi e la ripresa economica non sarà velocissima chi fa la scelta del variabile si ritrova oggi a disposizione un periodo di tempo abbastanza ampio per riuscire ad accumulare un gruzzoletto di risparmi.

La scelta tra fisso e variabile non è facile. Tra gli esperti c’è chi suggerisce di fermarsi a metà strada, vale a dire in una iniziale preferenza per il variabile per poi passare al fisso nel momento in cui i tassi Euribor dovessero crescere in misura rilevante. Il contesto oggi infatti è diverso: sfruttando la portabilità a costo zero introdotta dal Decreto Bersani è infatti possibile passare da una tipologia all’altra senza dover pagare spiacevoli costi e penali. Prima il variabile per risparmiare poi il fisso da ripagare anche con quanto risparmiato prima. Nella speranza che i tassi non lievitino troppo.

In ogni caso la regola d'oro che arriva dagli esperti è quella di prendere bene le misure. Occorre dunque fare bene i conti, con la consapevolezza che una soluzione valida per tutte le stagioni non esiste.

Fonte: [La Stampa]



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