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Le borse europee faticano a risalire la china
24-09-2009
Restano incerte le borse europee a metà giornata, pur risollevandosi dai minimi toccati nelle prime ore di trattazione. I mercati continuano a scontare una certa incertezza per l'avvio del vertice del G20 a Pittsburgh, ma anche l'intonazione negativa dei mercati americani.
I futures USA si confermano sottotono, anticipando una partenza negativa per Wall Street, dopo le perdite archiviate ieri dai Listini d'oltreoceano. La reazione ha seguito le decisioni del FOMC, il comitato di politica monetaria della Federal Reserve, che ha confermato un livello dei tassi sui minimi storici, ma ha anche tracciato il percorso per un graduale ridimensionamento della politica di quantitative easing.
Ora si attendono novità dal meeting del G20, che ha in agenda temi importantissimi come lo stato dell'economia globale, le considerazioni sull'occupazione e sul clima ed il discorso, interrotto al 8, sulla regolamentazione anti-speculazione.
Il dato sull'IFO tedesco, questa mattina, non è riuscito a dare un grande impulso alle borse, in quanto è risultato poco sotto le aspettative, pur in crescita rispetto al mese precedente.
Sul valutario, l'euro prosegue il recupero nei confronti del biglietto verde attorno agli 1,476 USD. Le quotazioni del petrolio, invece, continuano a stagnare sui 68,7 dollari al barile.
Fra le piazze europee si segnala il pronto recupero di Bruxelles che guadagna lo 0,18%, anche per le speculazioni che spingono la Solvay. La società chimica belga, che conferma guadagni del 3-4%, potrebbe presto ricevere offerte per la sua divisione farmaceutica, scrive il Wall Street Journal.
Fra le altre borse restano sottotono Londra, Amsterdam e Zurigo con cali di circa mezzo punto, mentre Parigi e Francoforte evidenziano entrambe una discesa dello 0,38%. Peggio fa Madrid che perde lo 0,65%.
A livello settoriale, si segnala la rimonta delle auto +0,59%, ma tengono le vendite anche i chimici. Fra i peggiori vi sono i retails -1,8%, dopo che la svedese H&M ha annunciato conti in chiaroscuro. A deludere soprattutto i dati sulle vendite. Male anche i minerari e gli energetici in scia al calo dei prezzi delle commodities. Fonte: [Repubblica]
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