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ECONOMIA AZIENDE
Expo 2015 sara' stavolta l'impresa di tutti noi
25-09-2009
«Abbiamo bisogno di voi, delle vostre competenze. Expo è una grande occasione per conoscere nuovi mercati, offrendo un contributo ai paesi emergenti». Il sindaco di Milano nonché commissario straordinario di Expo 2015, Letizia Moratti, collegata in videoconferenza, chiede il contributo delle imprese per il successo del grande evento espositivo.
«Le imprese sono pronte», conferma in diretta Diana Bracco, presidente del Comitato speciale Expo 2015, voluto dalla presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, che ne ha fatto un caposaldo del suo programma. Ieri, durante la Giunta di Confindustria, la Bracco ha presentato al sindaco di Milano, insieme all'ad della società Expo 2015, Lucio Stanca, una serie di proposte affinchè la sfida 2015 sia «realmente uno sviluppo bottom up», aperto al contributo d'impresa. Lasciando alla società operativa la regia.

Cooperazione allo sviluppo. «Il mondo delle imprese - prosegue Bracco, che è anche coordinatrice del gruppo cooperazione allo sviluppo - ha capito che l'Expo rappresenta non solo un formidabile acceleratore per le infrastrutture indispensabili al Paese, ma che sarà anche un'occasione per valorizzare le eccellenze della nostra ricerca, attrarre investimenti, dare visibilità nel mondo ai prodotti made in Italy». Insomma, «un vero driver di crescita». È questo che si augurano gli industriali a capo dei sette gruppi di lavoro in cui si declina il Comitato Expo di Confindustria. «Se riusciremo a mobilitare il sistema Italia il successo sarà assicurato», ha aggiunto Stanca, annunciando a breve una campagna informativa in tutti i Paesi: «Una delegazione Expo sarà presente nel corso delle missioni di Confindustria all'estero».

Promozione internazionale. Proprio alla promozione internazionale è dedicato uno dei gruppi di lavoro, affidato a Giuseppe Castelli, vice presidente del gruppo Perfetti Van Melle e consigliere in Assolombarda per l'internazionalizzazione. Le missioni all'estero di Confindustria, spiega Castelli, sono una ribalta preziosa: a novembre Brasile e Cile, a inizio 2010, Usa e Giappone. Poi le altre che seguiranno, fino al 2015. Ma non solo: la promozione farà perno su tutto il sistema confindustriale, dalle categorie alle territoriali, insieme alla rete delle Camere di commercio. Già è partita un'attività intensa: per esempio, dice Castelli, in Assolombarda ogni due giorni ci sono eventi internazionali. Fondamentale avere format divulgativi chiari e facilmente gestibili, che il gruppo di lavoro a già chiesto alla società Expo.

Nutrizione. Se l'idea di fondo ruota attorno all'eccellenza nella nutrizione, aumentandone la valenza scientifica, la sfida della commissione dedicata a questo tema, coordinata da Silvio Ferrari, ad di Cargill e vice presidente Federalimentare, è puntare sull'innovazione e sulla sicurezza, coinvolgendo tutta la filiera, dal mondo agricolo al packaging. Anche in questo caso, è protagonista la struttura di Confindustria, oltre a singole aziende. Ma Ferrari vuole un raccordo anche con le piattaforme tecnologiche, che stanno lavorando a progetti di ricerca per l'industria. E c'è già il progetto di costruire un Parco scientifico e tecnologico "Food for you", (incubatori, start-up, tutorship di innovazioni per le imprese) in occasione di Cibus Tec/Fiere di Parma, nel 2011. Nel food, sottolinea Ferrari, il 60% è prodotto tradizionale. Bisogna guardare oltre, guardando al 2015. Per esempio, sulla sicurezza: «È un concetto dinamico, cambia con le esigenze e lo sviluppo della ricerca».

Innovazione e sviluppo sostenibile. È strettissimo il legame con il gruppo di lavoro Innovazione e sviluppo sostenibile, coordinato da Giorgio Squinzi, presidente di Federchimica e numero uno della Mapei. In Federchimica, sottolinea Squinzi, c'è il comparto degli agro-farmaci, degli additivi per l'industria alimentare e per gli animali, il settore Ogm. Nel gruppo di lavoro, hanno già preso il via otto task force, per individuare le eccellenze italiane su nutrizione, acqua, generazione di energia, combustibili, edilizia, trasporti, ambiente e industria manifatturiera. Il comune denominatore delle imprese dovrà essere il collegamento con lo sviluppo eco-sostenibile, un forte contributo italiano, rappresentare realtà già esistenti o in fase di realizzazione entro il 2015.

Mobilità e reti. Ma Expo sarà anche un'occasione straordinaria per fare incontrare domanda e offerta. Una specie di grande laboratorio per sperimentare nuove tecnologie digitali. «Lavoreremo su quattri ambiti», spiega Pietro Guindani, presidente di Vodafone, che coordina il gruppo di lavoro sulle Reti e la mobilità. E cioè le infrastrutture fisiche con la stesura della fibra di ultima generazione; i servizi al cliente, in termini di sicurezza, rilevamento e gestione flussi; gli applicativi funzionali, cioè la tecnologia al servizio del turismo, della logistica, l'ospitalità e la cultura; le tecnologie di presentazione (reti fisse e mobili e sito espositivo attraverso strumenti interattivi). Il tutto costruendo un palinsesto digitale, aperto ma integrato, «capace di far vivere un'esperienza emozionale», passando dall'«on line all'on site», destinato ai tre macro gruppi di visitatori Expo: persone, imprese e istituzioni, cioè i paesi.

Fonte: [Il Sole 24 Ore]







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