Quasi un milione, 984.286, sono le domande di indennità di disoccupazione accolte e dall’Inps nel 12 mesi da agosto 2008 a luglio 2009. Crescono del 52% rispetto ai 12 mesi precedenti. Subito è corso un allarme su internet: un milione di disoccupati! L’Inps più tardi ha precisato che al momento si possono stimare in circa mezzo milione i beneficiari dell’indennità. L’equivoco è multiplo. Secondo i più recenti dati dell’Istat, riferito al secondo trimestre, i senza lavoro in Italia sono assai più di un milione, sono 1.841.000, e in rapida crescita. La differenza con i dati dell’Inps conferma un fatto ben noto, che non tutte le «persone in cerca di occupazione» (definizione ufficiale dell’Istat) ricevono una indennità. Solo circa un quarto di esse ne ha diritto.
Spiega l’Inps che un milione di domande accolte in 12 mesi non signfica un milione di disoccupati, perché il beneficio ha una durata variabile tra i sei e gli otto mesi, e non tutti i beneficiari ne godono per l’intero periodo. Negli ultimi dati rpecisi, relativi al mese di aprile, le indennità in pagamento erano 450.000; a fine anno si prevede arrivino a 500.000.
In Italia l’indennità di disoccupazione ordinaria spetta ai licenziati che siano iscritti all’Inps da almeno due anni e nei 2 anni abbiano lavorato almeno 52 settimane. Dura otto mesi, 12 per chi supera i 50 anni; per i primi 6 mesi è al 60% del salario con tetto a 1.065 euro mensili, poi scende al 50%. Altrove il trattamento è migliore. In Francia basta aver lavorato 4 mesi, e dura 2 anni, in media al 57% del salario, senza alcun tetto. In Germania dura 12 mesi, 18 per i più anziani, 60% del salario per chi è singolo, 67% con bambini; poi scatta una diversa assistenza, 359 euro al mese e casa pagata.
Diversi dirigenti sindacali, ieri, hanno giudicato preoccupanti i dati Inps. Secondo Giorgio Santini della Cisl i disoccupati effettivi in più sono «circa 335.000». Emma Marcegaglia, presidente della Confindustria, avverte che «abbiamo davanti mesi difficili» in cui «ci sarà un peggioramento della disoccupazione, fino al 9,5% nel 2010, e speriamo si fermi lì». Tradotte in persone, queste cifre significano 500.000 disoccupati in più da qui in avanti (differenza fra l’attuale 7,4% di disoccupati e il 9,5%).
Nei dati Inps, in un anno la cassa integrazione è cresciuta del 222,3% (660% nella sola industria). Parlando in una riunione dell’Ocse a Parigi, il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi ha affermato che le misure prese dal governo italiano «hanno contenuto l’impatto negativo della crisi sull’occupazione e garantito la coesione sociale». Rbatte l’ex ministro Tiziano Treu, del Pd: «Coloro i quali sono coperti dal trattamento Inps mantengono un minimo di reddito, ma milioni di altri lavoratori sono senza tutela». Fonte: [La Stampa]