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L'oro conquista un altro record
08-10-2009
Le quotazioni elevate scatenano la corsa al metallo prezioso
Scatta la corsa all’oro sui mercati mondiali: il metallo prezioso ha messo a segno una serie di record raggiungendo sul mercato di Londra il nuovo massimo storico di 1.044,82 dollari l’oncia superando il precedente picco di 1.033,90 dollari segnato circa un anno e mezzo fa, a marzo 2008, nel pieno della crisi finanziaria mondiale.
Il riaffacciarsi delle preoccupazioni per un ritorno di pressioni inflazionistiche e la prospettiva di un inabissamento del biglietto verde hanno innescato il nuovo rally dell’oro, bene rifugio per eccellenza in periodi di forte incertezza. Il metallo giallo si avvia così a totalizzare il nono anno consecutivo di quotazioni in costante crescita, la sequenza di rialzi più lunga dai tempi del dopoguerra.
Dall’inizio dell’anno, il prezzo del metallo giallo ha registrato un incremento del 18% sull’onda dell’ormai conclamata debolezza di fondo del dollaro che negli ultimi mesi sta soffrendo soprattutto il rischio di perdere lo status di valuta di riferimento a livello globale. La recessione ha di fatto enfatizzato il processo di ridefinizione degli equilibri mondiali rendendo più concreto lo scenario di una uscita dal sistema-dollaro più volte prefigurato dai principali paesi emergenti, i cosiddetti Bric (Brasile,Russia, India e Cina). E la minaccia di una fuga dal dollaro è tornata proprio oggi a dominare i mercati, dopo le indiscrezioni pubblicate dal quotidiano britannico Independent secondo cui i paesi arabi produttori di petrolio, insieme a Cina, Russia e Francia starebbero concertando in gran segreto un piano che punta ad abbandonare il dollaro Usa come moneta di scambio per il petrolio. La notizia è stata presto smentita da Russia e Arabia Saudita, ma intanto la reazione sul valutario era scattata, complice anche la mossa a sorpresa della banca centrale di australiana che ha alzato i tassi di interesse:la divisa americana ha perso lo 0,7% rispetto al paniere delle sei principale valute e contro l’euro è scivolata fino a quota 1,4763. L’oro ha così avviato il rally - come il petrolio che ha sfiorato i 72 dollari al barile - e fra gli esperti c’è chi non esclude una fiammata dei prezzi fino a 1.150 dollari all’oncia entro la fine dell’anno, mentre si fa strada la prospettiva di una escalation al picco di 2.000 dollari nel 2012.
«L’oro sta funzionando come ultima valuta di scambio - spiega all’agenzia Bloomberg l’analista di Delta Global Advisors, Chip Hanlon - le banche centrali stanno perseguendo la stessa politica monetaria per stimolare l’economia e tutti sono preoccupati per il dollaro, ma questo non significa che possiamo far cadere in disgrazia la moneta americana e che ci si innamori dell’euro o dello yen». In questa sorta di interregno, si vanno rafforzando le aspettative di una ripresa dell’inflazione e «la domanda di oro come bene rifugio è destinata ad aumentare» osserva il responsabile investimenti dell’ hedge fund Armored Wolf, John Brynjolfsson, secondo cui «l’oro sarà a 2.000 dollari entro il 2012 e questo potrebbe avvenire anche molto più rapidamente». Fonte: [La Stampa]
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