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Boom di Tiscali in Borsa. Soru: potrei anche vendere
13-10-2009
A dieci anni dalla quotazione in Borsa, Tiscali torna a rivolgersi al mercato con un aumento di capitale da 180 milioni di euro. L’operazione partita ieri ha fatto schizzare fin dall’apertura il titolo a Piazza Affari, che ha poi chiuso con un maxi-rialzo del 179% a 0,59 euro, un maxi-rialzo che ha portato la Consob ad accendere un faro su Tiscali. L’Authority ha avviato accertamenti fin dalle prime ore della mattinata e facendo partire richieste a vari intermediari per capire chi ha comprato e venduto.
Alla base del boom a Piazza Affari della società sarda ci sono sicuramente le modalità tecniche dell’aumento, che prevede che al termine dell’operazione le azioni Tiscali in circolazione passino dagli attuali 60 milioni a circa 1,7 miliardi. Modalità legittime, pensate per spingere gli investitori a sottoscrivere i titoli, e che ricordano quelle utilizzate da Seat Pagine Gialle. Anche il maxi-rialzo di Tiscali richiama alla memoria quelli di Seat nei giorni del via alla ricapitalizzazione. In quel caso, al termine degli accertamenti - si è appreso ieri - la Consob ha fatto partire iter sanzionatori verso intermediari italiani e internazionali.
Oltre ai motivi tecnici, la Borsa guarda anche al possibile arrivo di nuovi soci e alla prospettiva di una uscita di scena del fondatore Renato Soru a medio-lungo termine, quando il percorso di ristrutturazione sarà completato. Al riguardo a luglio Naguib Sawiris, proprietario e presidente della Wind, aveva affermato di «essere pronto a valutare qualsiasi opportunità nel caso Tiscali fosse messa in vendita». E ieri Soru, maggiore azionista di Tiscali col 20%, non ha escluso la possibilità in futuro di vendere la sua quota («Certamente», risponde a una domanda precisa) e che la società possa essere coinvolta in aggregazioni a medio-lungo termine. «In passato del resto - ha ricordato il patron dell’Internet provider sardo - c’erano stati contatti poi interrotti per cedere l’azienda». Ma «un conto - ha sottolineato Soru - è essere coinvolti in aggregazioni avendo dei problemi, un altro con una costumer base solida» e un’azienda sana.
Soru si è impegnato a fare la sua parte sottoscrivendo l’aumento di capitale, ma alla fine dell’operazione si diluirà dal 20,09% al 17,7%, perché l’adesione avverrà mediante compensazione del credito in conto capitale vantato da Andalas. Ora l’impegno di Soru è portare a termine la ristrutturazione finanziaria e realizzare il piano 2009-2013 i cui obiettivi «sono estremamente conservativi», sottolinea il direttore generale Luca Scano.
Il 2009 si chiuderà con ricavi per circa 300 milioni di euro, un reddito operativo lordo rettificato previsto di circa 70 milioni e 600 mila clienti broadband e voce (550 mila a fine giugno). Il piano parla di utile (16 milioni di euro) al 2013 ma, secondo Soru, si potrà vedere già nel 2010. Dal punto di vista industriale il piano poggia su tre assi: la convergenza fisso-mobile, il potenzialmento della rete di negozi tramite accordi di distribuzione come quelli siglati con Chl e Buffetti e lo sviluppo dell’offerta per i clienti business. Il piano vede inoltre una crescita media annua dei ricavi al 4% (370 milioni nel 2013) e del 6% del reddito operativo lordo (90 milioni nel 2013), con investimenti previsti nel periodo per circa 150 milioni. E una posizione finanziaria netta che, nello scenario peggiore, sarà di 180 milioni. Fonte: [La Stampa]
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