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NOTIZIE BORSA
Consob: tornano vendite allo scoperto in aumenti di capitale 16-10-2009
Il clamoroso balzo in avanti di Tiscali (+800% in tre sedute) ha indubbiamente attratto l'attenzione non solo degli operatori, ma anche del grande pubblico. Lunedi' scorso e' partito l'aumento di capitale della societa' sarda, un'operazione caratterizzata dall'emissione di molte azioni nuove (643 ogni 22 possedute) e dallo stacco dei relativi diritti, diritti che sono andati in negoziazione. In queste situazioni puo' accadere che i prezzi dei diritti e delle azioni oscillino in modo tale da creare dei disequilibri rispetto ai valori "corretti". In detti frangenti il mercato dovrebbe riallineare i prezzi mediante acquisti e vendite: questo meccanismo di riallineamento funziona bene solo se le vendite possono essere effettuate allo scoperto, ovvero anche da chi non possiede il titolo o il diritto. La Consob, al fine di garantire la trasparenza, l'ordinato svolgimento delle negoziazioni e la tutela degli investitori, nei mesi scorsi aveva adottato misure restrittive in merito alle vendite allo scoperto di azioni, misure che sono state revocate lo scorso luglio ma non per le societa' oggetto di aumenti di capitale. In pratica non e' stato possibile per gli investitori, se non per quelli in possesso del titolo, sfruttare l'eccesso di rialzo di Tiscali per vendere il titolo e acquistare il diritto. Qualcosa di simile era accaduto anche per Seat Pagine Gialle a marzo, Pirelli&C RE a giugno e per Gabetti a settembre. Questo fino a ieri mattina quando e' entrata in vigore la delibera n. 17034 del 14 ottobre in cui la Consob ha stabilito che "Le società oggetto di aumenti di capitale...possono chiedere alla Commissione di essere escluse dall'applicazione delle disposizioni previste dalla delibera n. 16971 del 28 luglio 2009.", ovvero la delibera che manteneva il divieto di vendite allo scoperto in caso di aumento di capitale. Ora, non e' dato sapere se Tiscali abbia o meno chiesto alla Consob l'esclusione dal divieto, ma la performance di ieri del titolo, -33% circa, rappresenta un forte indizio in tal senso. Fonte: [La Stampa]