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Boom dei mutui variabili: piace di piu' quello con il tetto
26-10-2009
C'è la moratoria sui mutui per chi non riesce a pagare le rate, ma c'è anche il ritorno di fiamma di chi è alla ricerca di un nuovo mutuo. Lo dicono le banche e gli operatori di settore che prevedono una ripresa della domanda di prestiti per la casa nei prossimi mesi con le prime avvisaglie della ripresa anche in Italia. Certo gli importi medi saranno più bassi rispetto al passato e l'entità del finanziamento, rapportata al valore dell'abitazione, non tornerà ai livelli pre-crisi quando si finiva per finanziare l'80% del valore e in alcuni casi anche il 100%.
D'altra parte con i tassi ai minimi e l'Euribor a un mese schiacciato sotto lo 0,5% l'occasione è ghiotta per finanziarsi con il tasso variabile. Tra costo dell'Euribor e spread chiesto dalle banche si finisce per indebitarsi oggi a tassi attorno al 2%. Con i fissi il tasso invece costa intorno al 5%. Una differenza non da poco che rende i fissi poco appetibili in questa fase di mercato. Solo a titolo di esempio, e secondo le rilevazioni di Mutuionline, un mutuo a 20 anni dall'importo di 100mila euro viene a pagare una rata mensile media di 501 euro. Lo stesso mutuo paga sul fisso una rata mensile di 687 euro.
Apparentemente non c'è lotta tra le due proposte, ma chi si butta sul variabile deve ricordarsi che è inevitabile che quel costo tenda salire. Appena i tassi nel mondo torneranno a crescere (e questo accadrà di sicuro) il costo non potrà che lievitare e anche sensibilmente. C'è una via d'uscita tra il variabile puro e il fisso che non ha appeal in questa fase ed è la formula dei variabili con il tetto che stanno incontrando un forte gradimento.
Apripista della nuova ondata di mutui con cap è stata Banca Mps che lo scorso febbraio ha lanciato "Mutuo Mps protezione" con cap al 5,5%. L'Osservatorio finanziario una settimana fa a Siena lo ha premiato come miglior mutuo 2009. Un prodotto scelto negli ultimi tre mesi da una famiglia su due, come spiega Davide Vivaldi, responsabile finanziamenti retail. Gli spread oscillano dall'1,65% (durata 10 anni) al 2,15% (40 anni). Se il cliente acquisisce due polizze collegate (scoppio/incendio e un' altra a scelta) lo spread scende all'1,60% (promozione valida fino al 31 dicembre). L'ultima novità è di Barclays che in settimana ha lanciato il "Mutuo tasso protetto Barclays": un finanziamento con spread dell'1,4% (per durate da 20 a 30 anni) agganciato all'Euribor a 3 mesi. La protezione scatta nel caso il tasso finito (Euribor+spread) superi il 5,5%. Si aggancia invece al tasso Bce il "Mutuo tassosemprebasso" lanciato il 16 settembre da Bpm: anche in questo caso l'"ombrello" si apre se il tasso finale balza oltre il 5,5%. L'istituto ha modulato una versione standard (spread del 2%) e una per ragazzi fino a 35 anni (spread dell'1,70% e spese ridotte). Più basso lo spread di "Mutuo chiaro&certo easy" di Banca FriulAdria che però blocca le rate al 6,2%. Mentre Banca Sella ha lanciato la linea Rubino che prevede spread dal 2,15 al 2,40% abbinati a cap dal 5,5 al 6,5%. Diversa la strategia adottata da Intesa Sanpaolo - che ha lanciato la formula cap dal 2004, l'ombrello si apre al 6,25% - che punta sul fisso offrendo la nuova versione di "Domus fisso" al tasso nominale del 4,85 per cento. Fonte: [Il Sole 24 Ore]
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