In cifre, i fondi pensione hanno recuperato 1.500 miliardi di dollari, nel 2008 invece avevamo bruciato 5.400 miliardi.
Nonostante questo recupero, il sistema vale comunque meno rispetto ai livelli pre-crisi (fine 2007). A dicembre 2007, il valore di mercato dei fondi viaggiava a 27.800 miliardi di dollari, oggi si trova a 23.900 miliardi.
E' quanto emerge dal rapporto ''Pension markets in focus'' diffuso oggi dall'Ocse. Un quadro che disegna i diversi gradi di propensione al rischio tra i fondi pensioni dei diversi paesi dell'area Ocse.
Nel 2008 le maggiori perdite sono state sofferte dai fondi pensione dell'Irlanda, degli Usa e dell'Australia, con rendimenti negativi pari rispettivamente a circa -34%, -24% e -23%. Si tratta di tre paesi dove i fondi pensione investono massicciamente nei mercati azionari. In Australia ben il 59% del patrimonio, in Irlanda il 52%. negli Usa il 46%.
In Italia, secondo i dati Ocse, il sistema dei fondi pensione ha registrato nel 2008 una performance negativa annua intorno a -6%, ben al di sotto della media Ocse (-21,4%) grazie anche alla minore esposizione verso il mercato azionario. Tra i 28 paesi esaminati, i fondi pensione italiani investono in azioni intorno al 10% del patrimonio, maggiore prudenza solo in Turchia, Grecia, Germania, Slovacchia, Repubblica Ceca e Corea. Tra le altre allocazioni del patrimonio, particolarmente rilevanti sono quelle in obbligazioni a breve e lungo termine.
I fondi pensione italiani e tedeschi sono quelli che investono maggiormente in ''Altri Strumenti', cioe' in fondi comuni di investimento, prestiti, terreni, immobili, fondi privati di investimento, contratti assicurativi. I fondi italiani investono questi strumenti oltre il 35%% del patrimonio, in Germania oltre il 50%. Fonte: [ASCA]