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NOTIZIE FISCALI
Irap, Scajola e Formigoni puntano alla riduzione graduale
27-10-2009
La questione Irap tiene ancora banco nel dibattito politico. A intervenire questa volta è Claudio Scajola, il ministro per lo Sviluppo Economico. Taglio Irap da gennaio come caldeggiato da Confindustria? "Si vedrà", ha risposto il ministro sottolineando come la crisi economica sia in dirittura d'arrivo.

"Ci aspettano ancora momenti difficilie, quindi, tutti i primi, possibili interventi per aiutare la ripresa economica devono essere svolti. Questo è quanto il premier ha in animo di fare nel rispetto del programma di Governo". E il taglio dell'Irap, ha ricordato Scajola, rientra nel programma di Governo.

"Non si può che ribadire quello che ha detto il presidente del Consiglio: noi abbiamo un contratto con gli italiani, che è il voto che ci ha permesso di vincere le elezioni l'anno scorso. Nel nostro programma c'è il rispetto dei conti, perchè abbiamo un debito pubblico tra i più alti del mondo, e c'è ridurre gradualmente la pressione fiscale sui cittadini e sulle imprese".

Un concetto, quello della riduzione graduale, ripreso anche dal presidente della Regione Lombardia, che ha definito l'Irap "una tassa sbagliata che deprime il lavoro. Si potrebbe sostituire, almeno in parte, con un'imposta sui consumi anche perchè in questo modo si finirebbe per distribuire le imposte anche sui prodotti importati dall'estero e quindi non sarebbero penalizzate le nostre imprese".

Formigoni, consapevole che lo Stato destina i proventi dell'Irap alla sanità, ha confermato che "non si può pensare di cancellare all'improvviso un'imposta da circa 40 miliardi di euro. Però si può pensare a una riduzione graduale nel tempo. Contraria la Cgil che considera prioritario la riduzione della pressione fiscale sui salari e sulle pensioni rispetto al taglio dell'Irap.

''Sarebbe il quarto taglio delle tasse alle imprese, bisogna parlare invece di lavoro. I consumi non sono una parte secondaria di questa crisi, la prioritè è la riduzione della pressione fiscale sui salari e sulle pensioni", ha sottolineato il segretario generale del sindacato, Guglielmo Epifani.

La discussione sull'Irap è arrivata anche Oltreoceano. Il Wall Street Journal, sottolineando lo scontro in atto tra il presidente del Consiglio e il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, scrive che il rischio è che sull'Irap "l'Italia vada avanti con un compromesso perdente", con una riduzione fiscale modesta, non sufficiente a incentivare le imprese a investire, a rischiare, a crescere, ma sufficiente a peggiorare i conti pubblici.

Questo, tuttavia, sarebbe anche "un risultato per un Paese che si è rassegnato alle buffonerie di Berlusconi e ha finito per condividere il suo ottimismo sulle potenzialità di crescita e prosperità dell'Italia". Il quotidiano statunitense vede il taglio dell'Irap come una misura che "verrebbe accolta positivamente da chiunque abbia a cuore la prosperità italiana" e sottolinea che "il principale problema italiano è la previsione di debito al 115% del Pil, e sfidiamo Tremonti a riuscire a ridurlo sensibilmente senza far crescere l'economia. Tagliare una tassa che penalizza l'impresa come l'Irap è una buona strada per favorire la crescita".
Fonte: [Milano Finanza]







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