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Banche: Faissola, notevole criticita' da trattamento fiscale crediti
29-10-2009
"In un tale difficile quadro riveste notevole criticita' il trattamento fiscale dei crediti".
E' l'allarme lanciato dal presidente dell'Abi, Corrado Faissola, nel corso del suo intervento alla Giornata mondiale del risparmio, spiegando che "secondo le previsioni dell'Abi e degli uffici studi delle principali banche, le perdite su crediti, pari a 5,5 mld a fine 2007, e a 9,9 mld nel 2008, raggiungeranno i 18 mld annui nel medio periodo".
Il presidente dell'Abi osserva quindi come "oggi la base imponibile Irap riconosce solo parzialmente, ma meglio sarebbe dire marginalmente, le perdite su crediti", pertanto "e' indifferibile il riconoscimento delle perdite su crediti per l'importo imputato a conto economico, nulla rilevando il fenomeno che le ha originate. Tale misura risulterebbe importante per la riduzione del tax rate effettivo".
"Anche ai fini Ires permangono le criticita' connesse all'attuale regime: su tale fronte, un primo segnale, apprezzabile in via simbolica, e' rappresentato dal recente intervento nell'ambito del decreto anticrisi, ma cio' non e' sufficiente".
Per Faissola quindi "e' necessario un provvedimento strutturale che riveda il tetto massimo di svalutazioni annue fiscalmente ammesse e riduca significativamente il numero di quote annuali dell'eventuale eccedenza".
"Non e' piu' prorogabile, dato anche il contesto economico - ha aggiunto - la revisione della normativa fiscale sulle perdite emergenti a seguito degli accordi di ristrutturazione dei debiti" perche' per Faissola "peculiarita' del trattamento fiscale e livello di tassazione strutturalmente piu' elevato rispetto ai competitori europei, determinano un notevole svantaggio competitivo per le banche italiane".
Faissola spiega come "la maggiore pressione fiscale non influenza solo la capacita' della banca di ritenere utili, ma esplica i propri effetti anche sulla capitalizzazione in Borsa: a parita' di multipli, se le banche italiane fossero assoggettate al tax rate mediamente applicato in Europa, la capitalizzazione sarebbe di quasi il 20% piu' elevata".
Altro punto messo in evidenza da Faissola sul fronte fiscale e' l'Iva che "mostra una serie di disfunzioni che ne pregiudicano la neutralita': cio' vale particolarmente per quanto attiene al regime applicabile ai servizi finanziari, come da tempo riconosciuto dalla stessa Commissione europea".
Percio' secondo Faissola "un obiettivo di primaria importanza per le banche italiane e' rappresentato dall'attuazione, anche nel nostro ordinamento, dell'articolo della direttiva comunitaria che prevede la cosiddetta Iva di gruppo: cio' potra' consentire la riduzione degli effetti negativi connessi alla indetraibilita' dell'imposta a monte con particolare riferimento alle operazioni infragruppo, garantendo la neutralita' fiscale tra operatori economici anche rispetto alle scelte organizzative delle imprese".
Faissola conclude sottolineando che "eccessivi carichi fiscali possono determinare per il futuro minore capacita' di autofinanziamento, minore rafforzamento patrimoniale e quindi minori capacita' di generare ricchezza e di stimolare il risparmio e gli investimenti". Fonte: [Borsaitaliana]
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