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NOTIZIE ECONOMICHE
L'Ue rivede al rialzo stime Pil. Ma la ripresa è frenata dal debito
03-11-2009
La Commissione Europea ha leggermente migliorato le stime sul Pil dell'Italia per il 2009, portandole da -5% a -4,7%. Nelle previsioni d'autunno pubblicate oggi dall'esecutivo comunitario inoltre per il 2010 l'Italia conoscerà una leggera ripresa con un +0,7% del Pil, che, a politiche invariate, dovrebbe consolidarsi nel 2011 con un +1,4%. "Nel 2010 e nel 2011 l'attività economica dovrebbe riprendersi gradualmente", spiega la commissione nel capitolo delle previsioni dedicato all'Italia e intitolato: "Dopo la crisi, ritorno ad una crescita moderata". Bruxelles però sottolinea anche come la situazione italiana resti caratterizzata da un "elevatissimo debito pubblico", che salirà dal 114,6% del 2009, al 116,7% del 2010 al 117,8% del 2011.

Moderatamente ottimista sulle prospettive dell'economia italiana anche l'agenzia Moody's, che conferma il rating sull'Italia a AA2, "anche se la crisi economica pone importanti sfide sociali ed economiche". Il deterioramento dei debito pubblico è considerato infatti "compatibile con la capacità di aggiustamento dei conti pubblici da parte dell'Italia nel medio periodo".

Ripresa Ue da fine 2009. Secondo le previsioni d'autunno della Commissione, l'Unione Europea sta uscendo dalla crisi già nella seconda metà del semestre , anche se nell'intero 2009 il prodotto interno lordo scenderà del 4%. Nel 2010 invece tornerà a crescere, dello 0,7% nell'area euro come nell'Ue, e dell'1,5% nel 2011 per l'area euro e dell'1,6% nella Ue. Secondo gli economisti di Bruxelles, la ripresa è dovuta ai "miglioramenti del contesto esterno e delle condizioni finanziarie come alle misure di politica monetaria e di bilancio messe in atto".

Prospettive ancora incerte. Non mancano tuttavia i rischi. Infatti, si legge nel rapporto della Commissione, "le prospettive rimangono altamente incerte e soggette a rischi non trascurabili ma che nel complesso sembrano compensarsi. Se le misure politiche si mostrassero più efficaci del previsto nel risanare il settore finanziario e migliorare la fiducia o se la domanda mondiale aumentasse ben oltre le stime, la ripresa potrebbe essere sorprendentemente più vigorosa".

Pesa l'incognita disoccupazione. Sulla ripresa europea che si profila per il 2010-2011, pesa l'incognita disoccupazione. Tra i rischi, ci sono "in particolare le condizioni del mercato del lavoro che rimangono difficili, Il tasso di disoccupazione nell'Unione europea dovrebbe raggiungere il 10,7% della popolazione attiva nell'area euro per il 2010 ed il 10,9% nel 2011. Le difficoltà del mercato del lavoro e gli ostacoli agli investimenti potrebbero così avere conseguenze più pesanti del previsto".



Fonte: [Repubblica Finanza]







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