La fine della stagione estiva non ha comportato alcun cambiamento del trend rialzista intrapreso dai listini azionari. L’appetito per il rischio degli investitori europei ha continuato a mantenersi su livelli elevati: basti pensare ai 30 bln di euro destinati dagli investitori retail all’industria europea del risparmio gestito.
Settembre è stato il terzo mese dell’anno per volumi di vendita nel corso del 2009. Il dato positivo ha contribuito a far si che il terzo trimestre dell’anno si chiudesse con volumi di vendita superiori ai 93 bln di euro (il miglior dato dal primo trimestre del 2006). Trattasi di risultati che lasciano ipotizzare che l’industria europea del risparmio gestito abbia realmente intrapreso la strada del recupero.
I prodotti azionari hanno assorbito la metà degli oltre 30 bln di euro. I prodotti obbligazionari e quelli bilanciati la restante parte. Tuttavia, se nel conteggio vengono inclusi i fondi liquidità, i volumi delle vendite scendono a 2,3 bln di euro (questo a causa dei ben 21 bln di euro fuoriusciti dai fondi liquidità commercializzati nel mercato francese).
L’andamento del mercato transalpino è dominato dai cicli lunatici della categoria dei fondi liquidità e quello di settembre è stato uno dei mesi peggiori per il segmento. Con richieste di riscatto superiori ai 20 bln di euro, lo scorso settembre è stato il peggiore da quando gli analisti di Lipper monitorano l’andamento del mercato francese.
Sul versante obbligazionario, il tema forte degli ultimi mesi è rappresentato dai corporate bond della fascia investment grade. Il segmento corporate continua ad essere il migliore nell’universo obbligazionario, ma altri segmenti stanno rapidamente guadagnando terreno. I prodotti appartenenti alla categoria ‘bilanciati’, costituiti da un mix di azioni ed obbligazioni, si guadagano il secondo gradino della classifica dei volumi di sottoscrizioni, tallonati a breve distanza dai fondi specializzati nei mercati azioni europei, internazionali ed emergenti.
A settembre, la società di gestione che ha ottenuto i net inflows più elevati è stata Deutsche/DWS 1, trainata dall’ottima raccolta degli exchange traded funds e dai fondi destinati agli investitori istituzionali. La stessa società ha ottenuto i migliori risultati nel segmento azionario grazie ai buoni risultati ottenuti dagli Etf e dai fondi a gestione attiva.