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MERCATO AUTOMOBILISTICO
La rottamazione salva l'auto in Europa Fiat cresce del 16 per cento
17-11-2009
Corre l’Europa dell’auto. Una corsa contro il tempo verso un ormai credibile pareggio rispetto al 2008, se non nei profitti almeno sui volumi di immatricolazioni di auto nuove e più pulite, accelerando l’abbattimento della Co2. E fra i grandi competitors corre anche il gruppo Fiat, sul mercato (+16,1%, quinto nella classifica europea) come anche in borsa, malgrado le “turbolenze” provocate dall’eterno “caso” dell’impianto di Termini Imprese. Quanto meno sarà stato un buon modo per ripagare i governi, quello tedesco soprattutto, e quello italiano, che ci hanno creduto più di altri investendo sul mercato con la formula degli incentivi alla rottamazione. Lo si è sottolineato mese dopo mese, e lo si può confermare ancora meglio dopo dieci mesi di altalena che hanno sconvolto nel 2009 i 27 Paesi della Ue.

La ventata di euforia, in parte già annunciata dalle prime anticipazioni dei giorni scorsi, è arrivata ieri da Bruxelles con i dati a consuntivo delle consegne nel mese di ottobre e quelli del bilancio complessivo dei dieci mesi. Con un bel salto in avanti, un provvidenziale colpo di coda, il pallottoliere dell’auto ha mostrato un +11,2% di crescita solo in ottobre rispetto allo stesso mese del 2008 con un totale di 1.263.305 vetture consegnate il mese scorso, mentre con il consuntivo di 12,2 milioni di auto raggiunto da gennaio a ottobre, la quota percentuale di perdita rispetto all’anno passato si è ridotta a un più che ragionevole -5%.

In sostanza la differenza complessiva è ora un po’ al di sotto delle 650.000 unità che fanno ben sperare rispetto alle previsioni di inizio d’anno. La crisi non è di certo superata (almeno fino a quando saranno necessari i sostegni pubblici) ma difendere i volumi di vendita e quindi di produzione, è già un risultato eccellente in termini di occupazione. Si tratta dunque di un gap che con un piccolo, ulteriore, sforzo, potrebbe facilmente annullarsi di qui al 31 dicembre, ancora una volta sulla spinta degli incentivi in scadenza e il dubbio sulle decisioni politiche per il 2010.

La stima questa volta non risente di alcun particolare ottimismo, quanto meno considerando non solo la locomotiva tedesca che non ha mai mostrato segni di rallentamento neppure ora con il fondo di 5 miliardi di euro elargito senza troppe limitazioni dal governo. I risultati in Germania sono evidenti: oltre 321.000 auto in ottobre pari a una crescita del 24,1%, 3,3 milioni le vendite totali dell’anno fin qui maturato (+25,9%) e una stima dei costruttori tedeschi, di chiusura al 31 dicembre in zona 3,7 milioni con un +20% sull’anno scorso.

Germania a parte, dicevamo, questa volta si registra la riscossa piena dei maggiori mercati della “vecchia” Europa ristretta. Tutti con percentuali di crescita a due cifre nel mese, riducendo parallelamente le perdite su base annua. La Francia, ad esempio, ha già superato l’esame finale con un +20,3% nel mese e un ottimo 4,2% in più sui dieci mesi, confermando fin da ora gli incentivi 2010. La meta non è lontana neppure per l’Italia attualmente stabilizzata sul -3,9% dopo aver segnato un balzo del 15,7% in ottobre. E già che siamo in casa merita segnalare i 110mila clienti europei del gruppo Fiat il mese scorso, che hanno portato il risultato del Lingotto a +3,7% nell’Europa dei 27 e a +4,3%, nell’area dei 15 paesi, fra i quali spicca il record di crescita in Germania con un +88%. Gran Bretagna e Spagna, infine, arrivate tardi e male agli incentivi, sono riuscite comunque a ripartire segnando rispettivamente una crescita del 31,6 e del 26,4% con l’impegno di garantire ancora l’aiuto pubblico.

Ci hanno guadagnato, in questo contesto, quasi tutti i maggiori costruttori salvo rare eccezioni particolarmente nell’area del lusso (Audi, Bmw e Mercedes) con in testa il gruppo Volkswagen (+9,5%) seguito da PSA e Ford e una Renault in netto rilancio. Molto bene in ottobre anche Opel (+18,5%) al centro ormai del tiro alla fune fra General Motors e governo tedesco. La casa americana ha chiuso ieri la terza trimestrale con 1,15 miliardi di dollari di perdita annunciando però l’avvio delle prime restituzioni ai governi di Usa e Canada. Ma, soprattutto, il presidente Fritz Henderson, dopo aver rifiutato l’offerta Magna sostenuta dalla Merkel, ha candidato a sorpresa Opel agli aiuti pubblici tedeschi. Sarà una storia ancora lunga.
Fonte: [Libero-News.it]







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