Malgrado il ridiffondersi dell'avversione al rischio, il mercato dei Btp regge meglio rispetto ad altri periferici, come ad esempio la Grecia che risente della criticità della propria situazione fiscale.
"I timori relativi all'economia tendono ad allontanare gli investitori dall'azionario a favore dell'obbligazionario, e nell'ambito di quest'ultimo dai periferici a favore dei 'core'" ricorda Giuseppe Maraffino, strategist di Unicredit Mib.
"Nonostante questo, e nonostante un rapporto debito/Pil particolarmente elevato, l'Italia non sta risentendo molto di questo movimento, probabilmente anche perché una saggia gestione delle emissioni quest'anno ha fatto sì che a fine anno i titoli in asta saranno ridotti".
Uno stimolo al secondario italiano arriva quindi dalla decisione sui titoli che verranno posti in asta. Questa settimana infatti non saranno offerti Btp a 3 anni o Cct, bensì solo il decennale.
"Non si può dire la stessa cosa per la Grecia, che ha allargato di ben 8 punti base in termini di spread da ieri a 178" dice ancora Maraffino. Stamane anche il Portogallo ha raggiunto i massimi da fine ottobre con un differenziale intorno a 57 pb. Lo spread Germania-Grecia è salito a circa 177 punti base.
Ieri i Btp avevano recuperato in termini di spread chiudendo a 79 punti base, dopo una serie di sedute decisamente movimentate che avevano visto un allargamento dello spread Italia/Germania fino a 85,2 punti base e forti vendite su tutti i titoli 'non-core'.