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NOTIZIE ECONOMICHE
CSC, rivista al rialzo stima Pil 2009
17-12-2009
Centro Studi Confindustria ha rivisto al rialzo le stime sul Pil, rispetto alle previsioni dello scorso mese di settembre. Il Prodotto interno lordo Italiano per il 2009 è previsto in calo del 4,7%, contro il 4,8% della stima precedente. Per il 2010 si intravede una ripresa con un incremento dell'1,1% (la stima precedente era per una crescita dello 0,8%) che si rafforzerà nel 2011 con un +1,3%.
L'inflazione rimarrà contenuta e in linea con quella dell'eurozona: +1,4% i prezzi al consumo nel 2010 e +2,0% nel 2011. In assenza di interventi correttivi, che il Governo ha indicato nei documenti ufficiali senza però specificarli, il deficit pubblico resterà al 5% e il debito oltrepasserà il 118% del PIL.
In Italia il CSC stima un incremento della produzione industriale in novembre (+1,6%), dopo il progresso di ottobre (+0,5%). Le favorevoli tendenze della domanda (soprattutto estera) nel giudizio degli imprenditori e le valutazioni sugli ordini segnalate da ISAE e PMI anticipano ulteriori recuperi di attività anche a inizio 2010.
Dopo due anni di contrazione (-0,9% nel 2008 e -1,7% nel 2009), come mai era accaduto nel dopoguerra, i consumi torneranno ad aumentare nel 2010 (+0,8%), grazie alla buona dinamica delle retribuzioni reali (+0,8%) e almiglioramento dei bilanci familiari per i tassi di interesse bancari ancora bassi e l'inflazione che simanterrà contenuta.Agirà da freno, invece, l'ulteriore arretramento occupazionale (-1,4%). I consumi accelereranno nel 2011 (+1,3%) sospinti da un incremento del reddito disponibile più deciso.
Statistiche meno rosee riguardano il mercato del lavoro: dal 2008 al 2009 si sono persi circa 470 mila posti di lavoro.
Assumendo che la produttività torni su valori vicini a quelli pre-crisi entro la fine del 2010, il CSC stima che l'input di lavoro continui a diminuire, seppure a ritmo più contenuto, nel primo semestre dell'anno prossimo e si stabilizzi nel secondo, registrando una flessione dell'1,4% in media d'anno.
Il 2010 si chiuderà con 1,1 milioni di unità di lavoro a tempo pieno (ULA) in meno rispetto al primo trimestre del 2010. La domanda di lavoro ricomincerà a crescere nel 2011 e si rafforzerà progressivamente nel corso dell'anno (in media registrerà un +0,5%).
Fonte: [Repubblica Finanza]



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