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NOTIZIE FONDI
L'Italia riscopre i fondi azionari meglio se emergenti
21-12-2009
Italiani più propensi degli americani a comprare fondi azionari. È l’uomo che morde il cane, ma in ottobre è successo. Nel clima internazionale di ritorno del pubblico ai fondi comuni, gli ultimi dati mensili per i quali è possibile un raffronto (ottobre 2009) dicono che le categorie azionarie in Italia hanno avuto una raccolta netta positiva (dati Assogestioni) di 488 milioni di euro, circa 730 milioni di dollari.

Al contrario i fondi in azioni a disposizione del pubblico americano hanno registrato un salasso di 14 miliardi di dollari nelle categorie dei fondi in azioni statunitensi, con al contrario 7 miliardi di raccolta netta per i fondi nelle azioni estere: il saldo finale per gli azionari in generale è così risultato in rosso per oltre 7 miliardi di dollari. I bilanciati hanno chiuso positivi per 2,942 miliardi, ma sono stati gli obbligazionari a trascinare l'intero settore dei fondi Usa, con una raccolta netta positiva pari a oltre 45 miliardi di dollari. Il bilancio finale generale vede gli investitori americani prudenti verso il rischio azionario a Wall Street, dopo la grande corsa dei prezzi dal marzo scorso, ma lo strumento più diffuso tra gli investimenti collettivi, i mutual fund, ha comunque chiuso ottobre con +40,884 miliardi di dollari di saldo netto. In totale, i sottoscrittori di fondi europei e americani hanno investito quasi 77 miliardi di dollari al netto dei riscatti l'ottobre scorso, il mese più recente di cui sono disponibili le stime internazionali della raccolta.

L'America ha superato l'Europa, che ha presentato circa 36 miliardi di raccolta netta nel mese, ma per il Vecchio Continente si è trattato del miglior mese dall'aprile del 2006. Segno che anche la “recessione” degli investitori verso lo strumento fondi sta lasciando il posto a un ritorno della fiducia. Se si tolgono poi dal conteggio i fondi monetari, uno strumento di parcheggio più che di investimento, che nello stesso periodo hanno presentato un saldo negativo per circa 16 miliardi di dollari, il bilancio europeo è ancora più lusinghiero. Le due categorie più classiche dei fondi obbligazionari e di quelli azionari, infatti, hanno attratto nuove sottoscrizioni in Europa per un totale di 42 miliardi di dollari, circa metà a testa.

Non tutti i Paesi hanno partecipato al rilancio: la Francia è stata un perdente secco, con una fuoriuscita di circa 5 miliardi di euro. Germania , Spagna e Italia, secondo le rilevazioni della società di ricerche Lipper, hanno invece confermato una riscoperta dei prodotti più rischiosi.

Il primo posto tra le categorie al top della raccolta netta in Europa non va però a una categoria azionaria, ma alla famiglia più rischiosa tra quelle a reddito fisso, i fondi obbligazionari specializzati nei titoli dei mercati emergenti, con 2,466 miliardi di euro, che hanno superato il leader del mese precedente, i fondi obbligazionari in bond corporate con rating da investimento (2,311 miliardi).

Per tutto l'anno, era stata quest'ultima la categoria più ricercata in Europa dagli investitori, desiderosi di fuggire dai titoli di stato e dai fondi monetari, entrambi penalizzati nelle loro performance dai tassi sostanzialmente a zero. In terza posizione i fondi bilanciati, con un saldo positivo per 2,222 miliardi.

La prima famiglia azionaria ad attrarre risparmio in Europa è quella degli azionari dedicati ai Paesi emergenti, ai quali sono andati 2,174 miliardi di saldo netto. Come per gli americani, la voglia di rischiare in Borsa parla insomma straniero.
Fonte: [La Stampa]



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