Lo dice in una nota il ministero dell'Economia, aggiungendo che sul totale delle risorse scudate "il 98% è fatto da rimpatri effettivi in Italia".
Poiché per sanare la propria posizione i contribuenti che hanno esportato illecitamente capitali all'estero dovevano pagare un'aliquota del 5%, il gettito per lo Stato ammonta a 4,75 miliardi di euro, di cui 3,7 miliardi già impegnati in Finanziaria.
"95 e 98. È con questi due numeri che si può sintetizzare in un primo bilancio l'operazione rimpatrio dei capitali in Italia. 95 miliardi di euro (pari a 190.000 miliardi di vecchie lire) è il volume delle operazioni. Su questo volume, il 98 per cento è fatto da rimpatri effettivi in Italia", dice il Tesoro nella nota.
I capitali che sono rientrati fisicamente in Italia hanno quindi un valore di circa 93 miliardi. I rimpatri giuridici e le regolarizzazioni, che consentono di lasciare i soldi all'estero, incidono per i 2 miliardi restanti.
2009 SI CHIUDE SOTTO QUOTA 100 MLD, ATTESA PER SCUDO QUATER
Il bilancio dell'operazione scudo è superiore alle previsioni inserite in Finanziaria (circa 80 miliardi), ma inferiore alle indicazioni fornite a ridosso del 15 dicembre da fonti politiche di maggioranza, che si erano spinte a prevedere capitali sanati per oltre 100 miliardi.
Sulla differenza ha sicuramente pesato il forte afflusso di adesioni a ridosso della scadenza di metà dicembre, che ha impedito alle banche di smaltire in tempo tutte le domande.
Secondo quanto ha detto il ministro Giulio Tremonti la scorsa settimana, è proprio il "fenomeno di accumulo della domanda di rimpatri" che ha indotto il governo a riaprire i termini del condono fino al 30 aprile.