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Tremonti: 'Riforma del fisco possibile ma con grande prudenza e consenso'
07-01-2010
Dopo l'annuncio del presidente del Consiglio: «Non si può entrare nel nuovo secolo con gli strumenti di 50 anni fa
La riforma fiscale annunciata mercoledì dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, è possibile, ma «servono determinazione, grande prudenza e grande consenso«. A dirlo è il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, in un’intervista a Il Messaggero. Il ministro ritiene, inoltre, che le politiche economiche del governo abbiano «sgretolato l’antiberlusconismo». «Se la sinistra - sottolinea Tremonti - si preoccupa non di coltivare idee ma di rimettere in piedi una coalizione contro Berlusconi, alimentata dall’ossessione contra personam fino all’odio, fallirà ancora una volta». LA RIFORMA - «Il fisco italiano - dice Tremonti - non riflette più la realtà italiana e con Berlusconi siamo convinti che non si può entrare nel nuovo secolo con gli strumenti di 50 anni fa». La riforma però non può prescindere da una serie di vincoli «a partire dal debito pubblico» e dalla necessità di «combinare la riforma fiscale con il federalismo fiscale».
DEBITO PUBBLICO - Proprio sulla dinamica crescente del debito pubblico Tremonti segnala che l'aumento dello stock è legato alla scelta di «conservare la spesa sociale» e segnala due aspetti rilevanti: «Primo, il debito pubblico italiano per la prima volta cresce meno della media europea. Secondo, i premi di rischio sul debito italiano sono minori rispetto a quelli di Paesi che hanno un debito più basso. Dietro questo fatto - conclude Tremonti - c'è una valutazione complessiva e finora positiva dello stato economico e della politica di bilancio italiana».
Fonte: [Corriere.it]
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