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INVESTIMENTI TECNOLOGIA
Per i pc la crisi e' finita, il 2009 chiude in rialzo
14-01-2010
Grazie a un ultimo trimestre scoppiettante, il bilancio di fine anno dei personal computer si è chiuso in attivo. Lo dicono i dati preliminari pubblicati da Idc e Gartner, secondo cui le vendite di desktop e notebook sono cresciute a livello mondiale rispettivamente del 2,3% e del 5,2% (quest'ultimo dato comprende anche i server a tecnologia X86). L'industria dei pc torna quindi a marciare a discreti ritmi dopo la vistosa flessione del 2008, dando la sensazione che il buco di domanda registrato a causa della crisi economica sia ormai del tutto superato. In termini numerici, i computer venduti nel 2009 sono stati (dati Gartner) oltre 305 milioni e il risultato si deve sostanzialmente all'ottima tenuta delle vendite di prodotti portatili nel comparto consumer. Ad approfittare della continuità di acquisto dimostrata dai consumatori finali sono state soprattutto Hewlett Packard, che si conferma regina assoluta di questo mercato, Toshiba, in ascesa del 14,5% in termini di unità spedite, e soprattutto Acer. La casa taiwanese, e questa è in sostanza la notizia che emerge dai report degli analisti, ha superato Dell e si issata al secondo posto nella classifica di vendita globale, ribadendo nel contempo la propria supremazia nei netbook. La crescita del produttore guidato dall'italiano Gianfranco Lanci è stata nel corso dell'anno la più elevata del lotto (oltre il 20% in volumi rispetto al 2008) e ormai le distanze con Hp non sono poi così marcate e si misura nell'ordine dei sei punti percentuali: stando a Gartner lo share di Acer è salito al 13% mentre quello di Hp si è assestato al 19%. Dei cinque primi produttori al mondo, fra cui c'è Lenovo stabile al quarto posto, l'unico marchio a perdere terreno è stato Dell.
Al saldo positivo di fine anno ha contribuito come anticipato in modo sostanziale l'ultimo trimestre: vacanze natalizie, la ripresa parziale dell'economia americana, l'arrivo di Windows 7 i principali driver di una domanda che è aumentata fra il 15% e il 22% rispetto allo stesso periodo del 2008. Le vendite negli Usa sono lievitate secondo Idc del 24% a 20,7 milioni di pezzi, quelle nella regione Asia-Pacifico, stando ai dati Gartner, addirittura del 44,4% per complessivi 27,1 milioni di computer finiti sul mercato. La stessa Gartner ha conteggiato inoltre in 90 milioni di unità il venduto globale da ottobre a dicembre, rimarcando come la crescita intercorsa anno su anno sia stata la più corposa da sette anni a questa parte. Il fattore prezzo, come noto, ha ovviamente giocato un ruolo importante: sull'onda del fenomeno netbook, molti grandi retailer (americani in particolare) hanno giocato il jolly delle promozioni anche sui prodotti di livello superiore, arrivando per esempio a quotare, come ha fatto la catena Staples a dicembre, un notebook da 17 pollici Acer equipaggiato con Windows 7 sotto i 500 dollari. Per i vendor, questo significa dover fare i conti con margini che si assottigliano sempre di più – per quanto i pc bonsai permettano a big di fare economie di scala e trarre profitti, seppur contenuti, anche da prodotti in vendita sotto i 300 dollari – e quindi per tutti la vera ripresa coinciderà con la ripartenza della spesa delle aziende. Spesa che, in fatto di computer, non si concretizzerà però prima dell'inizio del secondo semestre dell'anno. Per quanto riguarda invece i netbook, ancora una volta dominatori della scena su scala mondiale, fa specie il dato che fotografa la dinamica di domanda dell'Europa Occidentale, area in cui i pc bonsai incidono per il 20% sulle vendite totali di pc portatili.

Fonte: [Il Sole 24 Ore]



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